Invitiamo i lettori ad interagire con questa rubrica.
Scrivete a Carla Latini (redazione@corrieredelconero.it), ponetele i vostri quesiti culinari; informazioni su ricette, sui professionisti del settore, sulle sane abitudini da seguire a tavola. Soddisferemo ogni richiesta.

Cucina e bonton, cominciamo a conoscerci

Sono Carla Latini. Da 26 anni nel mondo eno-gastronomico italiano e internazionale. Grazie alla mia esperienza di produttrice artigianale, alla mia newsletter e ai miei stretti rapporti con tutti gli attori di questo rutilante spettacolo, 6 anni fa sono diventata Delegata della Commanderie des Cordons Bleu de France per la regione Marche. La Commanderie non è paragonabile a nessun club, associazione, accademia, confraternita. È libera, autonoma e trasversale. Commandeur si diventa per merito. Si deve dimostrare di portare cultura e competenza. Lo scopo è dare lustro alla nostra Italia, partecipare attivamente alla ‘diffusione della civiltà della tavola’.

I commandeurs sono ironici, colti, burloni, provocatori, paladini della materia prima di qualità, difensori di chi la lavora con rispetto. Passano con disinvoltura da un hotel a 5 stelle e una tavola e 3 stelle, ad un degno albergo a 3 stelle e una tavola dove le stelle si vedono degustando tradizione.

Il bon ton, sinonimo di galateo e che qui scriveremo tutto attaccato per non contraddire il nome della rubrica (ndd), e che fa parte di questa filosofia di vita, è un bonton che definirei alla ‘moderna’. Parte dal piacere dell’occhio di fronte ad una bella apparecchiatura in onore dell’ospite; passa attraverso materie prime eccellenti, preziose per la nostra salute, lavorate con sapienza; rimane dentro ognuno di noi mentre, nel conviviale, gli animi si scaldano, si rilassano, le parole e le risate mantengono l’armonia.

Quindi via quei telefoni, basta foto, spegnete video e tv. Guardatevi. Annusatevi. Presentatevi. Ascoltatevi. Senza pregiudizi davanti a cibo e vino. Criticate con competenza. Siate educati nello sfamarvi. Perché si può essere gradevoli anche mangiando con le mani: Gualtiero Marchesi insegna.
Sto scherzando, certo, ma solo un po’.

Nel Luglio del 2011 è toccato a me organizzare il Congresso Nazionale della Commaderie. Presa da un’emozionante ansia, avrei voluto portare i 90 partecipanti in ogni angolo delle mie amate Marche. Tolte le mani dai capelli che non è educato, e seguita come una debuttante al primo ballo dal mio Presidente Toni Sarcina, il programma di quel week-end di Maggio che ho studiato e ‘sudato’ nei minimi dettagli, è rimasto nella memoria di tutti.

Lo chef stellato Marco Uliassi dà il tocco finale ai piatti prima dell’uscita dalla cucina (Foto di Roberto Cimino)

Ho puntato, vincendo, su Portonovo. All’Hotel La Fonte un Convegno moderato da Toni Sarcina ha affrontato il senso delle guide e dei critici gastronomici, e su come si pongono a questo proposito i cuochi. La mia starchef era Mauro Uliassi, il mio cuoco tradizionale Paolo Antinori e per uscire dagli schemi c’era Marcello Nicolini.

Il Dott. Mario Mauro Mariani si è posto dalla parte della ‘critica nutrizionista e salutista’, mentre il giornalista esperto di canali di comunicazione alternativi, Kruger Agostinelli, ha introdotto in tempi ancora non sospetti il ruolo dei social e del web.

È seguita una cena straordinaria con piatti classici e nuovi di Uliassi; le tavole sontuose, tono su tono; i vini di Stefano Antonucci e Gianluca Mirizzi nei calici.

Al tavolo della Commanderie, da sinistra: Kruger Agostinelli, Mario Mauro Mariani, la delegata delle Marche Carla Latini, il Segretario nazionale Toni Sarcina, Roberta Mariani, il delegato dell’Emilia Romagna (Foto di Roberto Cimino)

Il giorno dopo, in pulmann, meta Loreto. Oltre alla Basilica, ho voluto che vedessero i quadri di Lorenzo Lotto, da sempre nel mio cuore. Nel frattempo, Marcello Nicolini spadellava sulla spiaggia una enorme quantità di moscioli. Con lui, ad accoglierci, Carlo Garofoli, Paolo Giampaoli, Simonetta Varnelli, Giulia Honorati e l’intera famiglia Zoia. Prima di cena, tre bellissime ragazze hanno suonato e cantato per noi arie di Ennio Morricone nella Chiesetta Romanica.

La padellona di moscioli di Marcello Nicolini del Laghetto di Portonovo (Foto di Roberto Cimino)

Paolo Antinori e Adino Messi, il più celebre interprete dello stoccafisso all’anconitana, ci stavano aspettando al Fortino Napoleonico con il Vincistocco. Di cui l’indimenticato Terenzio Montesi ha disquisito con Toni Sarcina fra il divertimento di tutti.

A fine serata la dance music, che avevo deciso di mettere solo di sottofondo, è servita per farli scatenare.

Come ci siamo salutati? Con una prima colazione marchigiana doc. Confetture e marmellate locali che profumavano della lavanda del Conero; pane di Varano cotto a legna, crostate, zabaione e ciambellò.
Il senso di questo Congresso passato è lo spirito con cui vi porterò con me ovunque c’è rispetto, educazione, tradizione, salute e cultura. Nei dintorni e altrove, dove marchigiani affezionati raccontano e rappresentano la nostra regione.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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