Attraverso questa rubrica il lettore può liberamente interagire con l’avvocato e proporre argomenti da trattare; porre quesiti in ordine ad accadimenti in materia civile (inter alia diritto del lavoro, societario, famiglia, successioni, fusioni e acquisizioni), e/o penale (arresti, sequestri, diffamazione, abusi e quant’altro). Scrivere a: redazione@corrieredelconero.it

Matrimonio: un atto d’amore o un contratto?

Rubrica: L’AVVOCATO RISPONDE. Mi accingo a scrivere, più che un parere, alcune riflessioni.

La questione, ridotta all’osso e diversamente da altri paesi (soprattutto anglofoni ), è la seguente: con il matrimonio si fa un contratto oppure il fatidico sì è un atto, bilaterale, da cui discendono determinati vincoli?

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Per la teoria del contratto propendono i sostenitori dello scambio della volontà fra gli sposi che, con il sì, confermano il vincolo matrimoniale. Questa teoria, è intuibile, ha acceso gli animi e la scienza più accreditata verso la laicità dell’unione, e degli effetti civili sullo status dei coniugi (così come indicato, appunto, nel codice civile).

Per quella del matrimonio come atto bilaterale milita invece la corrente più religiosa, quella Cattolica.

Non possiamo – rectius dobbiamo – dimenticare come, e quanto, l’influenza della Chiesa abbia inciso su tale diversificazione, e non solo tra giuristi ma anche nella mente dei più.

In conclusione: il matrimonio è un atto d’amore, secondo la Chiesa; un accordo, se non proprio un contratto, per lo Stato italiano che lo regolamenta attraverso il codice civile.

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Infatti, nel momento in cui si scioglie il matrimonio di conseguenza ad una separazione, la Chiesa non dà sanzioni in termini patrimoniali ma divieti: di risposarsi, di ricevere la comunione etc. Lo Stato, invece, chiama a rispondere con sanzioni civili – ed anche penali – quali il mantenimento, il risarcimento del danno in caso di colpa.

Comunque la si pensi, in definitiva, atto o contratto che sia, perché duri ed abbia la valenza dell’unione senza scadenza occorrono sempre due ingredienti fondamentali: l’amore e la stima reciproca.

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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