Attraverso questa rubrica il lettore può liberamente interagire con l’avvocato e proporre argomenti da trattare; porre quesiti in ordine ad accadimenti in materia civile (inter alia diritto del lavoro, societario, famiglia, successioni, fusioni e acquisizioni), e/o penale (arresti, sequestri, diffamazione, abusi e quant’altro). Scrivere a: redazione@corrieredelconero.it

“Il movente”

RUBRICA L’AVVOCATO RISPONDE

Si dice che nessun fatto possa accadere se non vi sia una ragione preesistente. Questo non è sempre vero e cercheremo di darvene una spiegazione.

gelosia

Esistono delitti passionali ove la base della determinazione – il movente – è la gelosia.

Nei delitti contro il patrimonio, la ragione sottesa è il vil denaro.

Quelli contro la pubblica amministrazione, è il profittare di una posizione pubblicistica.

Chiaramente l’esaltazione del movente è nell’evento omicidiario ancor più da rompicapo nei processi cosiddetti indiziari, ovvero laddove la prova non è diretta (testimoni), o cristallizzata da altre risultanze probatorie (ad es. video).

Si dice che il movente rappresenti il collante tra la determinazione del reo, le sue ragioni, e il fatto penalmente rilevante (l’omicidio nel caso che esaminiamo).

Ma quando i motivi sono abietti o futili? In un processo indiziario se questi non sono adeguatamente provati, il movente regge ?

Sostenere che Tizio abbia ucciso Caio perché passava nella sua stessa direzione (si veda il caso di Milano del ragazzo di colore che con un piccone uccideva per strada tre persone); oppure perché Caio rifiutava di dare una sigaretta a Tizio, basta ?

No.

Proprio perché la circostanza aggravante in esame parla di motivi abietti e futili questi se non sono adeguatamente provati, ovvero senza alcun elemento di prova (indizi gravi, precisi e concordanti) il motivo, o se si preferisce il movente abietto o futile (si badi bene: “o” e non “e” futile, ossia alternativo), non è idoneo a catalizzare l’aggravante in discussione.

Pertanto, se non si è in grado di provare la causale, il movente risponderà di omicidio “semplice”.

È stato ritenuto anche dai giudici di merito (Corte d’Assise di Torino e La Spezia in aderenza ai principi dettati dalla Corte di Cassazione, Sezione Prima del 4.4.2014), di come si possa applicare detta aggravante solo se – ed in quanto – il movente del reato sia stato identificato con certezza e sussista la prova certa della reale spinta a delinquere.

Quindi rimanendo il dubbio sul movente, ovvero su due ipotesi ugualmente possibili (nel caso suddetto, mi trovo a passare sullo stesso marciapiede o mi viene rifiutata la sigaretta), l’ambiguità probatoria non si può ritorcere contro il reo.

Pertanto, così come per abietto si intende quell’espressione del sentimento spregevole, se tale motivo non viene provato l’aggravante non potrà essere applicata.

Del pari, il motivo futile segue la medesima valutazione e le conseguenti sorti.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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