In questa rubrica affronteremo con l'Arch. Michele Ricci dello studio Archética gli argomenti di attualità che riguardano l'architettura e la casa, in particolar modo gli aspetti che più ci riguardano e necessitano particolare attenzione come le relazioni che hanno gli edifici con la sostenibilità ambientale ed economica, la sicurezza ma anche normative e notizie dal mondo del design. Potete interagire con l'autore scrivendo a: redazione@corrieredelconero.it

Le Earthships fanno rotta verso un futuro migliore

Taos, New Mexico

Le 3 “R”: Ridurre, Riusare, Riciclare. Questi concetti ci vengono insegnati sin da bambini e sono i tre pilastri su cui si poggia l’intera opportunità di un futuro sostenibile in cui sia possibile ridimensionare l’impatto distruttivo dell’attività umana sul pianeta.

Dall’arte alla produzione artigianale questi concetti guidano un nuovo sistema di produzione rispettoso dell’ambiente e delle risorse. Il mondo dell’architettura ne ha fatto una linea guida alla ricerca di nuove formule abitative volte a ridurre al minimo l’impatto ambientale creando un legame con la Terra e le sue risorse.

Le Earthships (letteralmente “navi di terra”), solcano un oceano di infiniti benefici verso una concreta possibilità abitativa sostenibile e davvero green.

Ai fini della realizzazione, si sfruttano infatti materiali riciclati come bottiglie di vetro, lattine e pneumatici per almeno il 45% che vengono combinati con materiali naturali disponibili a livello locale come terra, sabbia e paglia.

La realizzazione avviene in autocostruzione e questo le rende sostenibili anche da un punto di vista economico e sociale. Si tratta di un modello edilizio offgrid, basato cioè su un sistema autonomo di  approvvigionamento di acqua, luce e gas. L’autonomia è possibile grazie alla creazione di un sistema intelligente che immagazzina l’energia solare ed eolica in batterie che garantiscono l’autosufficienza energetica; sfrutta inoltre un sistema di recupero e gestione dell’acqua piovana che copre il totale fabbisogno quotidiano.

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Ogni Earthship è dotata di almeno una serra solare vetrata esposta a sud, creando un anello di congiunzione tra l’interno e l’esterno: questo spazio, oltre ad essere essenziale per catturare il calore, offre la preziosa possibilità di creare un orto giardino in cui coltivare il proprio cibo.

Il sistema di gestione dell’acqua  prevede infatti un recupero delle acque grigie volto a soddisfare il fabbisogno di acqua delle piante. Grazie alla serra bioclimatica e all’inerzia termica inoltre, mantengono una piacevole temperatura durante tutto l’arco dell’anno, intorno ai 22°Celsius.

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Da non tralasciare infine, la particolarità del design di questo tipo di costruzioni che creano nuove spazialità in una sinergia perfetta tra confort e contatto con la natura circostante.

L’ideatore è l’architetto Michael Reynolds che realizzò nel 1971 a Taos, New Mexico, un prototipo di queste abitazioni.

Fu ostacolato nel suo lavoro di diffusione della tecnica costruttiva: Il Consiglio di Stato degli Architetti del New Mexico inizialmente lo privò del titolo reputando le sue costruzioni illegali per aspetti legati alla sicurezza e alla burocrazia, ma la sua tenacia e la consapevolezza della bontà del progetto gli permisero di continuare e diventare l’indiscusso punto di riferimento non solo di una tecnica costruttiva nuova ma anche di una filosofia che riporta l’architettura in una dimensione sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che sociale.

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Nel mondo ci sono diversi esempi di Earthship specialmente nel Nord e Centro America. Pochissime invece le abitazioni realizzate in Europa, solo in Inghilterra a Brighton e in Francia a Ger. Del tutto inesistenti sono per il momento in Italia ma non è escluso che a breve avremo la possibilità di vederle: l’associazione Offgriditalia per esempio sta portando avanti il progetto Earthship Italy proprio a questo scopo.

Le Earthships offrono un’opportunità che non possiamo perdere, quella di riformulare il nostro stile di vita seguendo dei principi etici imprescindibili date le problematiche moderne legate all’impatto ambientale: vivere offgrid ritrovando il valore del nostro tempo in un modello abitativo efficiente ed autonomo, sfruttare preziosissimi materiali di recupero e riappropriarci di un sistema più sostenibile di consumo.


2 commenti alla notizia “Le Earthships fanno rotta verso un futuro migliore”:

  1. Silvana says:

    Davvero molto interessante, ma in effetti queste Earthships non mi danno l’idea di essere molto sicure e antisismiche. Boh …

    • Salve Silvana, in realtà questi edifici sono stati realizzati in zone sismiche negli Stati Uniti d’America. E’ vero però che in Italia le earthship così come costruite negli USA, addirittura con muri portanti fatti di copertoni usati di automobili riempiti di terra, non potrebbero essere autorizzate perchè la normativa non prevede la realizzazione di elementi strutturali composti da materiali diversi da cemento armato, acciaio, mattone e legno. La normativa non lo prevede non perchè non sia possibile realizzare edifici antisismici con dei copertoni ma perchè non c’è stata ancora abbastanza ricerca, sperimentazione e interesse nel nostro paese da portare ad una legislazione in tal senso. In altre parole edifici di questo tipo in Italia potremmo attualmente realizzarli ma con delle piccole varianti tecniche e costruttive, per esempio potremmo realizzare una struttura portante interamente in legno (materiale rinnovabile), lasciando gli stessi concetti architettonici e compositivi mantenendo così tutti i vantaggi di efficienza energetica e di sostenibilità.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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