In questa rubrica affronteremo con l'Arch. Michele Ricci dello studio Archética gli argomenti di attualità che riguardano l'architettura e la casa, in particolar modo gli aspetti che più ci riguardano e necessitano particolare attenzione come le relazioni che hanno gli edifici con la sostenibilità ambientale ed economica, la sicurezza ma anche normative e notizie dal mondo del design. Potete interagire con l'autore scrivendo a: redazione@corrieredelconero.it

Autocostruzione, l’appuntamento di Ascoli Piceno

Costruire da soli la propria abitazione oggi è possibile

Sempre più spesso si parla di architettura o edilizia sostenibile. Ma la sostenibilità deve essere incentrata solamente dal punto di vista ambientale o è necessario affrontare altri aspetti come ad esempio quelli economici e sociali? Dal mio punto di vista, un progettista deve essere impegnato quanto più possibile anche nella ricerca di soluzioni che possano permettere la costruzione di edifici non solo ecologici ma anche accessibili economicamente e che possano essere magari occasioni di solidarietà sociale.

Sostenibilità ambientale, economica e sociale sono spesso lati dello stesso triangolo e tematiche che inevitabilmente dovremo sempre più affrontare. Non a caso la Biennale di Architettura dell’anno passato, come scritto ed approfondito nell’articolo del 2 Dicembre scorso è stata curata da Alejandro Aravena: premio Pritzker per il suo impegno sociale nella progettazione di case per poveri. Secondo lui il ruolo dell’architettura è proprio quello di porre le giuste domande e dare risposte concrete. Affrontare i problemi della vita quotidiana, le vere sfide sociali.

Poniamo di voler realizzare un’abitazione; poniamo di non avere un budget adeguato per l’acquisto perché non abbiamo un lavoro stabile o non lo abbiamo affatto al momento. Come possiamo fare? Possiamo ragionare su ciò di cui invece disponiamo: un obiettivo e il tempo. Una soluzione potrebbe essere l’autocostruzione.

L’autocostruzione significa appunto che il proprietario invece di ingaggiare una impresa edile che gli consegna l’edificio “chiavi in mano”, si costruisce in parte o in toto la casa da sé con il vantaggio di risparmiare denaro. Un’impresa assai ardua che richiede molto impegno e molte capacità pratiche ed intellettuali ma che può portare a grandi soddisfazioni economiche ma anche sociali quindi umane.

In Italia esiste una associazione, di cui sono socio fondatore, che si basa su principi etici rivolti alla cura della terra e al sostegno per tutte le eventuali problematiche tecniche legate all’autocostruzione.

L’associazione si chiama A.R.I.A. Familiare: Associazione Rete Italiana Autocostruzione Familiare. Lavora innanzitutto sul rispetto dell’ambiente ad ampio raggio e, nel rispetto delle normative vigenti, promuove possibilità di autocostruzione di case o villaggi realizzabili con l’aiuto di volontari esperti o principianti che avendo già avuto esperienze di questo tipo, agevolano un passaggio di conoscenze, di soluzioni e strumenti.

L’associazione sostiene che soltanto attraverso lo spirito di condivisione e collaborazione una comunità può integrarsi ed educarsi alla piena sostenibilità ambientale.

Ho assistito e dato una mano personalmente a cantieri di questo tipo e devo dire che l’interazione umana, in questi casi sincera e solidale, offre una ricchezza impagabile.

Se volete saperne di più, conoscere i soci e magari cercare qualche risposta alle vostre curiosità e domande avete la possibilità di partecipare all’incontro nazionale di A.R.I.A. Familiare ed assemblea soci che si svolgerà il 5 – 6 – 7 maggio ad Ascoli Piceno, località quest’anno scelta per far conoscere le realtà locali di Marche e Abruzzo che già si muovono in questo mondo, ma anche per rimanere quanto più vicini alle realtà dei terremotati del centro Italia e agevolare eventuali sinergie virtuose che possano dare un contributo nella ricostruzione post sisma.

Maggiori informazioni sull’evento lo trovate direttamente nel sito dell’associazione a questo link: http://bit.ly/aria-ascoli


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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