Nasce Viaggio nel Conero, un format web on line dal 22 maggio

Un progetto di Andrea Bevilacqua in collaborazione con Paolo Filippetti e lo chef Elis Marchetti condiviso dal Parco del Conero

Sirolo, 18 maggio 2022 – Il Conero ed il suo Parco sono da sempre punto di riferimento per turisti e non grazie alle splendide acque e ai paesaggi mozzafiato che offre. E se “Il Monte dei Corbezzoli” non fosse solo questo?

Dalla domanda in questione, nasce la volontà di raccontare al meglio un territorio ricco di sfaccettature e possibilità. Andrea Bevilacqua, giornalista di Riviera del Conero Web TV ed autore di un libro dedicato proprio al Conero, approdato di recente nelle librerie (Conero in Pillole – Un Viaggio tra Cucina e Storia), ha deciso di raccogliere il testimone e condividere l’idea con Filodiffusione di Paolo Filippetti, da anni attento all’organizzazione di eventi di rilievo in tutta la Regione per promuovere il territorio e le sue bellezze.

La presentazione del format Viaggio nel Conero al Golf Club di Sirolo. da sx, lo chef Elis Marchetti, Paolo Filippetti di Filodiffusione, il presidente del Parco del Conero Daniele Silvetti, Andrea Bevilacqua ideatore del progetto e giornalista di Riviera del Conero Web Tv

Da qui è nato Viaggio nel Conero. Il format, proposto al presidente dell’Ente Regionale del Parco del Conero Daniele Silvetti, ha destato grande interesse nel Consiglio Direttivo, che ha deciso di sposare il progetto di divulgazione delle bellezze del Parco e delle molte eccellenze, dall’arte alla cultura, all’attività all’aria aperta, all’enogastronomia.

Tra i compagni di avventura c’è lo chef anconetano Elis Marchetti che si occuperà di cucina ed enogastronomia accompagnando lo spettatore nella preparazione di piatti tipici della tradizione e realizzati con ingredienti locali, guidandolo alla scoperta di nuovi sapori.

L’attività all’aria aperta sarà invece affidata a Ivonne Raffaeli e Federica Feliciani, due guide Aigae che avranno lo scopo di mostrare quali interessanti sport possono essere praticati esplorando queste zone. A Fabio Lo Savio, direttore del giornale del Parco del Conero, il compito di intervistare una interessante serie di personaggi, il tutto nel tempo di un caffè.

Sirolo – Alla presentazione del format Viaggio nel Conero c’erano anche Carla Latini, di pasta Latini, Luca Tortuga dell’osimana Radio Serena e Loris Spinzante di Gin del Conero

La realizzazione di questo viaggio non sarebbe possibile senza l’ausilio di alcuni importanti sponsor del territorio, da Delta Motors a Romcaffè, le aziende Moncaro, Conte Leopardi-Dittajuti, Gin del Conero, Smiam, il Frantoio Olinda e molti altri.

Il format, suddiviso in 5 puntate, andrà in onda sui canali social delle realtà coinvolte, tutte le domeniche alle ore 18 a partire dal 22 maggio, e pubblicato sulle Pagine Facebook/YouTube di: Viaggio nel Conero, Filodiffusione, Riviera del Conero Web TV e Parco del Conero.

«Il progetto è coerente con la nostra volontà di promuovere le molte eccellenze del Parco in primis tra coloro che questo territorio lo abitano e lo vivono – ha detto il presidente Silvetti – utilizzando poi lo strumento dei social e del format web per allargare gli orizzonti e portare l’unicità del Conero ben più lontano. Viaggio nel Conero si inserisce nel programma di iniziative a cui stiamo lavorando e che culminerà con l’inaugurazione del Teatro del Parco il prossimo 23 giugno, e la Festa del Parco a luglio».

Le 5 tappe potrebbero avere presto un seguito. «Tra gli obiettivi – ha aggiunto Paolo Filippettic’è la volontà di proseguire il viaggio, contribuendo a destagionalizzare l’offerta e dunque la proposta. Con l’Ente Parco la discussione è aperta e se altri partner si avvicineranno al progetto siamo pronti a riprendere a girare, sempre con Elis Marchetti come ambasciatore del gusto e promotore dei prodotti tipici».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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