Protocollo d’intesa fra i Comuni di Loreto, Recanati, Porto Recanati

I tre Comuni si uniscono per promuovere il territorio. La firma sabato 7 maggio nell’Aula Magna del Palazzo comunale di Recanati

Loreto, 6 maggio 2022 – Loreto, Recanati e Porto Recanti si uniscono per la promozione sinergica del territorio con un Protocollo d’intesa volto ad attivare un programma di azioni congiunte per il sostegno e la valorizzazione del settore culturale e turistico dei tre Comuni.

“Terre d’oltre”, una rete comune tra cultura enogastronomia e spiritualità, questo il tema dell’incontro aperto al pubblico che si terrà domani sabato 7 maggio alle ore 17,30 nell’Aula Magna dello storico Palazzo comunale di Recanati, dove i sindaci dei tre Comuni: Antonio Bravi di Recanati, Andrea Michelini di Porto Recanati e Moreno Pieroni di Loreto sottoscriveranno il Protocollo d’intesa che darà il via all’unione tra le città.

Un Protocollo d’intesa che riconosce la centralità che il turismo e la cultura possono assumere per lo sviluppo economico e sociale dei tre Comuni, e che nasce dalla necessità di una più efficiente offerta di servizi per una migliore valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico di una regione come le Marche.

Il punto da cui prende avvio il Protocollo è l’esistenza di notevoli affinità in ambito turistico e culturale. Sono affinità che si spiegano con ragioni storiche, geografiche, culturali e socioeconomiche.

I Comuni di Loreto, Recanati e Porto Recanati oltre ad essere ubicati in un’area delle Marche caratterizzata da forti omogeneità geografiche e da evidenti qualità paesaggistiche, hanno fatto parte nel passato di un unico territorio comunale e di un’unica diocesi. Tutto ciò ha lasciato nei tre territori, che oggi sono distinti dal punto di vista amministrativo, tracce rilevanti di questa storia comune.

L’incontro, che verrà introdotto dall’assessora alla Cultura del Comune di Recanati Rita Soccio, vedrà gli interventi di storici, critici d’arte, amministratori comunali, esperti di turismo e imprenditori tra cui: Francesca Carli assessora alla Cultura del Comune di Loreto, Giuseppe Casali assessore al Turismo del Comune di Porto Recanati, il prof. Marco Moroni dell’Università Politecnica delle Marche, Paolo Mario Galassi critico d’arte, Giuseppe Perfetti presidente Centro Studi Portorecanatesi, Sandrino Bertini presidente della BCC di Recanati e Colmurano, Giovanna Bortoluzzi presidente Fondazione Carilo, Massimo Paolucci direttore marketing Riviera del Conero e Colli dell’Infinito, Giuseppe Casali ad della Pigini Group e Tecnostampa, Francesco Lucantoni dirigente dell’ IIS “A. Einstein – A. Nebbia”, Viviana Manganaro social media manager.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo