Terremoto: non basta fare (poco), occorre comunicarlo alla popolazione

Sirolo. Ultimo consiglio comunale convocato in piena crisi sismica; oltre alle solite richieste di ratifica di atti della giunta e di variazioni al bilancio preventivo, che la dicono lunga sulla volontà di evitare una programmazione seria e trasparente delle attività del Comune , nessun cenno all’emergenza che ci coinvolge.

Le scosse di terremoto si avvertono anche a Sirolo
Le scosse di terremoto si avvertono anche a Sirolo

Abbiamo subito chiesto al Sindaco se è stato predisposto un modello di intervento e attivate tutte le azioni necessarie a salvaguardare prioritariamente l’incolumità delle persone; se sia stato attivo un piano di gestione che permetta di ridurre i rischi, quali le procedure operative e le possibili azioni ; se è stato stabilito un servizio, una struttura, un recapito al quale rivolgersi per informazioni .

Abbiamo chiesto inoltre, visto che il piano di emergenza di Sirolo risale ai primi anni ’80, quali siano le aree logistiche per accogliere i mezzi di soccorso, le aree di attesa, di accoglienza e ricovero per le persone in casi di emergenza.

La risposta è stata: «il piano è vecchio, ma lo stiamo aggiornando».

L’ abbiamo informato che l’area di aggregazione prevista per i sirolesi in caso di emergenze, un tempo area aperta, ora è occupata da una (brutta) palestra…. «Non importa – dice il sindaco – se non trovano un campo aperto, entreranno nella palestra».

Abbiamo chiesto di far conoscere alla popolazione, con ogni mezzo, le azioni in atto e previste. Ci è stato risposto che … provvederanno. Così non va, non basta fare, occorre comunicarlo alla popolazione in modo trasparente, tempestivo. In un momento tanto drammatico anche la comunicazione va organizzata prima che scoppi l’emergenza.  Per poter intervenire velocemente e in modo coordinato, la popolazione deve sapere che fare e che cosa si sta facendo durante una crisi.

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È ormai chiaro da tempo che cittadini formati all’emergenza non rimangono disarmati ed inermi di fronte al pericolo, si sentono più partecipi e responsabili di se stessi e degli altri, creano rapporti e collaborazioni, attivano meccanismi di solidarietà. Tutto questo va organizzato da subito. Il Comune deve predisporre strutture e servizi, definire i ruoli e, soprattutto, creare rapporti e scambi tra istituzioni per la sicurezza e per rafforzare la rete sociale.

Tutti i soggetti impegnati a vario titolo nella gestione di emergenze che già operano a stretto contatto con le persone, devono essere coinvolti e, soprattutto, coordinati al più presto . Penso a tutti quei soggetti che , operando con grande generosità , già colmano enormi lacune: operatori sanitari e sociali, volontari, insegnanti, gruppi di interesse, associazioni, parroci, Pro loco.

Nell’emergenza il comune deve mantenere costantemente viva la comunicazione con il cittadino e questo non avviene. I sirolesi vogliono essere coinvolti e in questo momento non hanno alcuna informazione certa dal proprio Comune; hanno paura e la paura genera incertezza e mancanza di controllo . Comunicare, dare conto della propria attività è un dovere per l’ente locale più vicino al cittadino, che deve avere certezze e serenità.

 

 

di Alberta Ciarmatori – Sirolo con noi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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