Parco del Conero, Rubini (Sel-Abc): “Il PD distrugge un’eccellenza nazionale”

Il capogruppo di Ancona bene Comune interviene sul commissariamento dell’Ente. Gilberto Stacchiotti, presidente del Parco: “Ad oggi la Regione non ci ha dato un euro dei fondi stanziati»

Sirolo – Non c’è pace per l’Ente Parco del Conero. Sulla recente storia del suo commissariamento interviene Francesco Rubini. Lo fa con una nota che pubblichiamo integralmente.

La scelta della Regione Marche di commissariare l’ente Parco del Conero per un periodo transitorio di sei mesi è solo l’ultima di una lunga serie di condotte scellerate tenute dal PD locale e regionale nei confronti di una delle migliori eccellenze turistico-paesaggistiche della zona.

Dopo aver tagliato ogni trasferimento economico, aver costretto i pochi dipendenti rimasti a lavorare praticamente come volontari, aver ridotto l’attività dell’ente al lumicino, il PD decide dunque di dare il colpo di grazia al Parco del Conero.

Francesco Rubini

Sei mesi di commissariamento, in balia dell’ennesima guerra intestina ai democratici, protagonisti di una vergognosa lotta di potere interna, ancora una volta sulla pelle dei cittadini.

Si, perché a rimetterci è ancora una volta il territorio anconetano, questa volta con una delle sue più uniche eccellenze, da anni riconosciuta come un patrimonio ambientale e paesaggistico unico, colpevolmente abbandonato dalla politica locale».

Che ne sarà dunque del Parco del Conero?

«Le sue sorti sono nelle mani della Mancinelli, di Ceriscioli e dei loro soci del PD. C’è molto poco di cui stare tranquilli».

Gilberto Stacchiotti, presidente Parco del Conero

Interpellato nel merito, Gilberto Stacchiotti, presidente dell’Ente Parco del Conero ha commentato: «Il commissariamento? Di certo è dovuto a diatribe politiche. Solitamente un parco viene commissariato per cattiva gestione, o per modifiche normative, ma da noi non riscontro nulla di tutto ciò. Quel che è certo è che la politica non ci fa una bella figura».

Presidente, quando arriverà il commissario?

«Se, arriverà… Ci sono alcuni nomi nella rosa dei candidati, l’insediamento potrebbe avvenire in concomitanza con le elezioni amministrative di Ancona, ma so che esistono vari problemi nella scelta da parte della Corte dei Conti».

Come stiamo a fondi?

«Nel bilancio di previsione del dicembre 2016, la Regione aveva stanziato un milione e duecentocinquantamila euro per tutti i parchi marchigiani. Ad oggi, non ha erogato un euro di quella somma. Certo, sapere che esistono fondi può tranquillizzare ma se poi non li distribuisci mandi in difficoltà tutto il sistema. E non nascondo che noi, oggi, siamo in difficoltà».

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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