Votato quasi all’unanimità il bilancio di previsione 2021-2023

15 milioni di euro d'investimenti finanziati con fondi sovracomunali ed accensione di mutui

Osimo, 13 aprile 2021 – Il piano triennale opere pubbliche 2021-2023 votato quasi all’unanimità. Due i contrari: Simoncini e Donia; due gli astenuti: Ginnetti ed Alessandrini, con Liste Civiche favorevoli.

Lo ha comunicato il sindaco Simone Pugnaloni attraverso la sua pagina social, aggiungendo: «Grazie a tutti i Consiglieri comunali per aver condiviso questa importante pianificazione in termini di opere pubbliche che saranno il volano per l’economia del nostro territorio».

Osimo – Consiglio comunale in streaming (foto d’archivio)

15 milioni di euro l’ammontare degli investimenti previsti, finanziati con fondi sovracomunali e l’accensione di mutui. Pugnaloni ha elencato gli interventi:

  • scuole di Campocavallo;
  • viabilità: variante a nord ed asfalti,
  • valorizzazione patrimonio pubblico: ex Eca, Palazzo municipale, San Carlo e Maxipark, Tre Archi;
  • ambiente: ciclovia Musone, Vescovara e collegamento Padiglione-Passatempo, parcheggio Casa Cea, Parco della Rimembranza;
  • infrastrutture sportive: Palascherma, Junior tennis, Piscina, Calcio a 8 a Passatempo;
  • cultura: nuova biblioteca, ridotto teatro La Fenice presso ex magazzini Campanelli, riapertura ex Cinema Concerto, Museo del Covo;
  • assetto idrogeologico: nuova canalizzazione fosso San Sabino e fosso Lama.
Osimo – Il sindaco, Simone Pugnaloni

«Ai 15 milioni – spiega il primo cittadino osimano – per la prima volta si aggiungono gli oneri di urbanizzazione pari a 1 milione di euro, che verranno interamente dedicati alle manutenzioni: verde, fossi, fognature, impianti sportivi, cimiteri, patrimonio. Grazie poi alla partecipazione al Bando periferie oggi denominato Pinqua – anticipa Pugnaloni in chiusura – siamo in attesa di una lieta notizia: 4 milioni di euro a fondo perduto per riqualificare il Foro Boario, per la realizzazione di due ascensori attorno le mura all’entrata della città per l’abbattimento delle barriere architettoniche e la riqualificazione del rione San Marco fino a Piazza Dante con l’ausilio ed il contributo dell’Erap».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo