Referendum costituzionale: Ferdinando Imposimato dirà agli osimani perché no

Osimo. Domani mattina, sabato 1 ottobre, a partire dalle ore 10.30 si svolgerà presso l’atrio del Palazzo Comunale di Osimo un incontro pubblico organizzato dal Movimento cinque stelle cittadino. A intervenire sarà Ferdinando Imposimato, nome di spicco all’interno della campagna per il no.

Ad appena due mesi dal voto referendario proposto dal governo Renzi riguardante le modifiche da apportare alla Carta Costituzionale, il dibattito tra le compagini favorevoli e contrarie al nuovo disegno di legge si fa sempre più arroventato.

Personaggio di primo piano a livello nazionale e internazionale, Imposimato è stato magistrato, politico, avvocato, nonché attuale presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione. La sua attività è in particolar modo legata all’ambito della lotta alla mafia e al terrorismo. Una lotta portata avanti da sempre e con ancora più fervore a partire dal 1983, quando il fratello Franco, di tre anni minore, viene freddato da tre sicari della camorra all’uscita dalla fabbrica FACE Standard di Maddaloni (in provincia di Caserta), in cui lavorava come impiegato e sindacalista della CGIL.

Ferdinando Imposimato
Ferdinando Imposimato

In qualità di giudice istruttore si è occupato del rapimento di Aldo Moro nel 1978, dell’attentato a papa Giovanni Paolo II nel 1981, degli omicidi dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione e di Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, avvenuti tra il 1978 e il 1980 per mano delle Brigate Rosse. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti, la nomina a Uomo dell’anno – Giudice Coraggio da parte del settimanale francese Le Point nel 1984 e, nello stesso anno, il conferimento del premio dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa in virtù delle battaglie a servizio della giustizia.

Nel 1985 il Times di Londra gli dedica un’intera pagina appellandolo “scudisciatore della mafia”, mentre la rivista statunitense Reader’s Digest sceglie le sue inchieste come soggetto per un servizio su terrorismo e mafia. Costretto ad abbandonare la magistratura sotto le minacce di Cosa Nostra, nel 1986 diventa consulente nella lotta alla droga per le Nazioni Unite e l’anno successivo viene eletto al Senato della Repubblica come indipendente di sinistra. Durante tutto il suo percorso politico fa parte della Commissione Antimafia, presentando numerosi disegni di legge circa il sequestro di persona, il pentitismo, gli appalti pubblici. Nel 1999 viene nominato Grande Ufficiale dell’Ordine di Merito della Repubblica italiana.

Per quanto riguarda il piccolo schermo, il magistrato campano ha collaborato alla stesura della serie “Il giudice istruttore”, ispirata alle proprie vicende professionali e trasmessa per la prima volta dalla Rai nel 1990 (tra i nomi del cast, quelli di Erland Josephson, Vittorio Gassman, Luca Zingaretti). Dal 2001 al 2008 ha invece partecipato a Forum, trasmissione in onda su Rete 4 e Canale 5 in qualità di giudice arbitro.

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Negli ultimi mesi Imposimato si sta distinguendo come uno degli attori protagonisti del dibattito referendario. Ospite nel programma su La7 Tagatà, lo scorso 26 settembre ha parlato di un quesito – quello che verrà sottoposto all’attenzione degli italiani il 4 dicembre – “truffaldino, perché induce in errore i cittadini che devono andare a votare”.

Il Movimento 5 Stelle di Osimo è onorato ed orgoglioso di ospitare il Presidente Imposimato – hanno commentato i rappresentanti grillini – oltre ad essergli grati per tutto ciò che ha fatto per l’Italia nella sua lunga carriera, ammiriamo la tenacia infaticabile nel girare il nostro Paese in lungo e in largo per diffondere la verità sulle pericolose motivazioni che stanno all’origine della riforma costituzionale voluta a tutti costi da Renzi, Verdini e i poteri forti che rappresentano”.

Già ospite a Pesaro il 17 settembre, e poi a Civitanova Marche il 18, domani Imposimato incontrerà gli osimani per approfondire la questione.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Procida Capitale Cultura 2022, Ancona non ce l’ha fatta!

Il sindaco Valeria Mancinelli: “il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti”


Ancona, 18 gennaio 2021 – Nella mattinata odierna la commissione del MiBACT presieduta da Stefano Baia Curioni ha proclamato la città di Procida (foto) Capitale italiana della Cultura per il 2022. All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, sull’isola si è scatenato un tifo da stadio.

I complimenti della commissione, al termine della cerimonia d’assegnazione, sono andati tutti al sindaco Raimondo Ambrosino e al suo staff. La motivazione ha premiato la congiunzione tra il valore del progetto, la sostenibilità economica e le sue ricadute socio culturali. «Siamo strafelici – ha esultato fra le lacrime il sindaco Ambrosino – è un’opportunità storica per noi, per tutte le isole e per l’Italia meno in luce».

Delusione per la città di Ancona, anche se mascherata da ottimismo. La città dorica non ce l’ha fatta a convincere i membri della commissione con il suo progetto incentrato tra l’altro sulla cultura dell’Altro, sull’intenzione di far diventare ordinario lo straordinario, come aveva spiegato l’assessore Paolo Marasca in sede di audizione con il MiBACT.

«È stata appena proclamata la Capitale italiana della cultura 2022. La scelta è caduta su Procida. Mi complimento con il collega sindaco e la comunità dell’isola – il commento ufficiale del sindaco Valeria MancinelliSiamo fieri delle parole del presidente della commissione che ha valutato i progetti e ne ha sottolineato il valore, non solo nazionale ma anche europeo. Siamo anche felici di come è stata motivata la scelta della capitale perché la linea su cui si è mossa Procida e il messaggio che ha voluto lanciare hanno molte affinità con il nostro. Dunque siamo sulla strada giusta. Come ho più volte ribadito il nostro progetto, popolare, di crescita e di sviluppo, va avanti. E lo realizzeremo insieme».

Dunque, nonostante i suoi 2400 anni di storia ed un progetto ampio e variegato, Ancona non ce l’ha fatta. Bocciata per il secondo anno consecutivo dopo il primo tentativo del 2020. A batterla è stata Procida, una cittadina di poco più di 10mila abitanti che si affaccia sul mare del Golfo di Napoli, resa famosa a livello internazionale da Massimo Troisi che qui ha girato molte scene del film Il Postino.

Ancona e Procida, due città bagnate dal mare. 100mila abitanti contro 10mila. Con tutta probabilità, le acque del Golfo di Ancona sono diverse da quelle del Golfo di Napoli. Nonostante la delusione per un’opportunità mancata di crescita importante sul piano socio-culturale e turistico, dal capoluogo delle Marche un in bocca al lupo sincero a Procida: sull’isoletta il 2022 sarà un anno fantastico!

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