Osimo – Consiglio comunale boicottato

Nove consiglieri del Pd, i due di Energia Nuova e Sara Andreoli del M5s disertano l’aula

Osimo – Un consiglio comunale lampo, o meglio, un non consiglio comunale quello che si è svolto ieri pomeriggio tra i banchi della Sala Gialla. Giusto il tempo di fare l’appello dei presenti e poi il verdetto della presidente Paola Andreoni: «Non è stato raggiunto il numero legale richiesto dall’articolo 19 del regolamento che prevede l’intervento di almeno la metà dei consiglieri compreso il Sindaco. Dichiaro sciolta la seduta». Assenti alla riunione inaugurale del nuovo anno, oltre a Sara Andreoli del Movimento Cinque Stelle, assente per questioni personali, nove dei dieci consiglieri del Partito Democratico insieme a entrambi i consiglieri di Energia Nuova.

Una sala consigliare semideserta quella di ieri, mercoledì 4 gennaio,
Una sala consigliare semideserta quella di ieri, mercoledì 4 gennaio.

Un vero e proprio sabotaggio ai danni di una seduta con un unico punto all’ordine del giorno proposto dalle liste civiche e riguardante la realizzazione della nuova scuola dell’infanzia di Passatempo,  questione calda già oggetto di discussione nei consigli comunali del 21 novembre e del 7 dicembre. In entrambe le occasioni la maggioranza aveva espresso la contrarietà alla proposta – avanzata dal comitato dei genitori – di costruire un edificio nuovo in via Pertini, negli spazi confinanti con la primaria, che potesse sostituire l’attuale scuola – al momento chiusa a causa di interventi atti ad accrescerne la resistenza sismica – ritenuta meno sicura.

La scuola primaria di Passatempo che ospita anche i bambini dell'infanzia
La scuola primaria di Passatempo che ospita anche i bambini dell’infanzia

Un argomento che sembrava chiuso e che invece continua ad infiammare gli animi delle Liste Civiche. Dino Latini e i suoi, infatti, dopo aver fatto pervenire alle famiglie della frazione un volantino per ribadire la necessità di investire soldi a favore del futuro plesso, hanno convocato un nuovo consiglio comunale allo scopo di chiedere a sindaco e giunta di inserire nel piano triennale delle opere pubbliche la realizzazione della fatidica scuola. Un progetto – si legge nel resoconto delle Liste Civiche – messo in cantiere già dal 2007, quando l’allora amministrazione Latini aveva previsto, per la frazione, la costruzione di un polo scolastico-sportivo composto da tre edifici contigui e corrispondenti ai tre ordini di istruzione.

Dino Latini
Dino Latini, ex sindaco di Osimo

Ma Partito Democratico e Energia Nuova non ci stanno e boicottano la riunione fissata alle ore 16.30 di ieri, puntando l’indice contro l’operato della lista di minoranza: «La convocazione di questo consiglio è stato un atto dovuto per legge, a seguito della richiesta fatta da almeno un quinto dei consiglieri – ha dichiarato il gruppo di maggioranza –. Crediamo però che non sia giusto spendere soldi pubblici per un consiglio con un solo punto. Non siamo contrari a discutere nel merito la proposta che è stata comunque già affrontata ma crediamo che abbia più senso farlo in una prossima seduta, con un ordine che raggruppi più punti. I rappresentanti delle Liste Civiche finora hanno presentato oltre 80 mozioni, saturando di fatto ogni spazio disponibile per la discussione di ulteriori mozioni da qui alla fine della legislatura». Immediata la replica del Gruppo Consilare delle Liste Civiche: «Hanno fatto saltare il numero legale. La democrazia della fuga. Nessun rispetto per i residenti della frazione di Passatempo».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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