Nuovo flop del Consiglio Comunale

Salta la seduta convocata per il primo mattino, in contemporanea all'inaugurazione della “Nave” di via Montefanese

Osimo – Sala Gialla deserta questa mattina alle 8: l’alzataccia ha convinto solo una manciata di consiglieri dell’opposizione (Liste Civiche e Gruppo Misto), ma l’assenza della maggioranza e dei due consiglieri del Movimento Cinque Stelle ha impedito di raggiungere il numero legale.

Assente anche il primo cittadino, che ha portato a giustificazione l’assemblea in casa Astea.

La Sala consiliare deserta

I punti all’ordine del giorno, da discutere a pochi giorni dall’ultimo Consiglio convocato la scorsa domenica per l’approvazione del bilancio, erano stati proposti dai Civici. Tra questi, la richiesta di stilare un regolamento che normi le attività circensi che utilizzano qualsiasi tipo di specie animale.

«Le Liste Civiche obbligano la presidente del Consiglio comunale a convocare le sedute per la discussione di temi che possono trovare spazio tranquillamente nella prima ora dei Consigli comunali – ha commentato il Gruppo Pd dopo aver disertato l’assemblea – Si ostinano a presentare ordini del giorno che obbligano a riunire il Consiglio ogni 20 giorni. I costi di queste convocazioni? Ovviamente a carico dei cittadini».

L’offerta avanzata dalla maggioranza è che si convochi: «una riunione dei capigruppo per trovare una soluzione che impedisca questo spreco di risorse. Siamo disponibili – hanno continuato i democratici – in un clima di reciproca collaborazione istituzionale, a fare un Consiglio comunale ad hoc per discutere tutti i temi proposti dalle opposizioni».

Maria Grazia Mariani, consigliera del Gruppo misto

La mancata risposta all’appello non è piaciuta alla capogruppo Maria Grazia Mariani (Gruppo misto): «Non vorrei essere nei panni della professoressa Andreoni che non riesce più a gestire una classe di ragazzini dispettosi ed indisciplinati – ha commentato la consigliera presente alla seduta deserta – Un teatrino che non fa onore alla Città di Osimo. Se fino ad oggi mi sono rivolta al Prefetto ora è tempo di rivolgersi alla Procura. La maggioranza aveva di meglio da fare – ha aggiunto la Mariani – presiedere incontri di affari in Astea e tagliare il nastro di un supermercato».

Il Vescovo Edoardo Menichelli al taglio del nastro del nuovo Conad

A pochi minuti di distanza dal Consiglio fantasma, infatti, è stato ufficialmente inaugurato il nuovo centro commerciale di via Montefanese. La “nave” – come è stata rinominata da alcuni osimani per via dell’imponenza dell’edificio che mal si sposa al territorio circostante – ha preso il largo questa mattina alle 9.

Una festa di inaugurazione alla quale hanno partecipato il sindaco insieme ad alcuni membri della giunta, il vescovo Edoardo Menichelli e altri rappresentanti delle istituzioni.

Il complesso, sorto sulle ceneri dell’ex consorzio e oggetto di una diatriba legale che si è protratta fino alle scorsa settimana, ospiterà diversi esercizi commerciali, tra cui un supermercato del gruppo Conad, un bar ristorante e un’ottica già da questa mattina aperti al pubblico.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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