“La Mariani sdogana Casa Pound per il Centro Destra?”

Osimo, 11 ottobre 2018 – Iniziano, senza esclusione di colpi, le prime vere scaramucce politiche in vista delle elezioni amministrative che si terranno in città nel prossimo anno. Quella che si sta preannunciando – ma era prevedibile vista la situazione – è una campagna elettorale dura e senza fine che coinvolgerà le varie compagini in campo.

Non passa giorno che il giornale non riceva comunicati da Liste Civiche (anche più di uno al giorno), infarciti di critiche nei confronti dell’attuale Amministrazione Pugnaloni, quasi che l’agone politico oramai si debba giocoforza sviluppare sui media, all’insegna di quella insensata e doppia consapevolezza che recita: a) ha ragione chi grida più forte; b) chi fa opposizione ha ragione, chi governa sbaglia tutto.

Osimo – Un estratto della pagina di Osimo Oggi con l’articolo criticato dalla Lega

Basta che una testata giornalistica esca affrontando un tema, uno qualsiasi, che subito c’è qualcuno che tuona sull’infondatezza dei contenuti. In merito ad un articolo apparso su Osimo Oggi l’8 ottobre scorso, stavolta è la Lega a smentire la testata online con un comunicato a firma Milco Mariani, coordinatore provinciale dei Verdi, che riportiamo integralmente. Senza entrare nel merito né sul pezzo del giornale, né sulla replica, perché alla fine sono gli elettori a dover tirare le somme. Ricordando però a tutti che i fatti, le parole e i toni pesano come macigni nell’agone politico.

Milco Mariani, coordinatore provinciale Lega 

«Venuti a conoscenza che sulla testata online Osimo Oggi, di notizie che riguardano la Lega, sono a qui a ribadire con forza che le notizie apparse non hanno nessun fondamento, in quanto non scaturiscono da nessun organo del movimento.

Ritengo, che l’Editore debba presentare le proprie scuse alle persone e ai professionisti che sono stati citati, senza ragion d’essere, nell’articolo “La Mariani sdogana Casa Pound per il Centro Destra! In 5 anni dai Boy Scout di Simoncini ai nuovi Balilla?”

La Lega, provvederà come sempre a comunicare alla stampa le proprie attività, le proprie scelte e le proprie candidature, in maniera ufficiale e con gli organi preposti. Se non ci sono notizie da dare, non si inventano!»

Milco Mariani Coordinatore Provincia LEGA


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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