Fratelli d’Italia Osimo: Michela Staffolani nuovo portavoce locale

Sostituisce Maria Grazia Mariani candidata alle prossime elezioni regionali

Osimo, 15 luglio 2020 – Il gruppo osimano di Fratelli d’Italia cambia il suo portavoce locale all’insegna del rinnovamento, anche in vista delle prossime elezioni regionali. Maria Grazia Mariani, prossima candidata alle regionali a sostegno del candidato governatore Francesco Acquaroli, lascia l’incarico di portavoce locale a favore di Michela Staffolani.

Maria Grazia Mariani del gruppo osimano di Fratelli d’Italia

L’avvicendamento è avvenuto ieri sera. «Sono trascorsi più di sette anni da quando Giorgia Meloni ed un gruppo di parlamentari, tra i quali il nostro amico Carlo Ciccioli, fondavano un nuovo movimento: Fratelli d’Italia. Non ho esitato un secondo ed ho subito aderito». Così la Mariani nel raccontare la sua militanza nel partito: «Mi lega al partito di Giorgia Meloni la convinzione che occorre mandare a casa chi ha fallito, chi ha imbrogliato, chi ha avuto l’opportunità di risolvere i problemi e non lo ha fatto. La politica deve tornare ad essere impegno civico, passione per le idee ma sia ben chiaro: non deve essere il veicolo per raggiungere ambizioni personali».

Quel movimento negli anni è cresciuto e oggi, a Osimo, il gruppo ha condiviso la necessità di un rinnovamento, da qui la scelta dell’avvicendamento nel ruolo di portavoce e la scelta è caduta su Michela Staffolani. «Michela è preparata e capace – dice la Mariani – pronta assieme a tutto il gruppo per una nuova sfida: ricostruire un nuovo centro destra ad Osimo».

Osimo – Due diverse istantanee di Michela Staffolani, neo portavoce locale di Fratelli d’Italia. Sostituisce Maria Grazia Mariani candidata alle prossime elezioni regionali

Michela Staffolani è osimana, classe 1978, impiegata, ex pallavolista, già candidata a consigliere comunale con la lista Difendi Osimo a sostegno del candidato Sindaco Mariani.«Ringrazio Maria Grazia e tutto il gruppo per avermi indicata come portavoce di Fratelli d’Italia ad Osimo – è stata la prima dichiarazione della neo portavoce – È per me motivo di grande orgoglio. Ad un grande onore, però, deve corrisponde un grande onere: ricostruire un centro destra ad Osimo non sarà semplice, ma certamente possibile».

Presenti all’avvicendamento molti militanti osimani di Fratelli d’Italia e di Difendi Osimo, ma anche Carlo Ciccioli candidato alle prossime elezioni regionali, Andrea Balestrieri, coordinatore provinciale di Fermo, Stefano Benvenuti Gostoli, già candidato sindaco di Ancona, Ivana Ballante ex sindaco di Filottrano, Simone Simonacci, candidato sindaco di Recanati, oltre ad esponenti di Offagna e Castelfidardo.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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