Elezioni – Lanfranco Migliozzi lascia Pugnaloni per Progetto Osimo

Il consigliere comunale di maggioranza ha deciso di appoggiare la candidatura a sindaco di Achille Ginnetti: «Le scelte di un’amministrazione devono partire dal basso e non essere imposte dall’alto».

Osimo, 23 aprile 2019 – Lanfranco Migliozzi candidato con le liste di Progetto Osimo. Consigliere comunale di maggioranza, ha deciso di non sostenere il sindaco uscente Pugnaloni alle prossime elezioni amministrative e di appoggiare invece la candidatura a sindaco di Achille Ginnetti.

Sessant’anni, Migliozzi si occupa di sistemi informatici. È entrato in Consiglio comunale nel 2017. «Non mi sono dimesso dal ruolo di consigliere comunale e sono rimasto nella maggioranza per un atto di responsabilità, il Comune poteva essere commissariato – spiega Migliozzi – In questi 5 anni mi sono messo a disposizione di Osimo e degli osimani. L’esperienza di amministratore Park.O e di consigliere comunale, mi ha permesso di capire limiti e potenzialità delle società partecipate e della macchina comunale, per troppi anni abbandonate a vecchi usi e costumi».

Osimo – L’ex consigliere di maggioranza Lanfranco Migliozzi

«Ho scelto di ricandidarmi a consigliere comunale nella lista a sostegno di Progetto Osimo –sottolinea ancora l’ex consigliere di maggioranza – voglio continuare a contribuire, con fatti concreti e a rispondere alle esigenze dei cittadini. Le scelte di un’amministrazione devono partire dal basso e non essere imposte dall’altoMi riferisco ad esempio alle decisioni della Regione per la sanità osimana. Nella politica dal basso ho trovato il punto di contatto principale con Progetto Osimo, di cui ho molto apprezzato la campagna di ascolto “Parlaci dei tuoi sogni”».

Gli obiettivi che Migliozzi intende perseguire:

  • ascolto, analisi delle problematiche;
  • ricerca e messa in opera di soluzioni per la valorizzazione dei dipendenti comunali e delle partecipate;
  • maggiori servizi e minori costi ai cittadini;
  • rilancio del centro storico come elemento aggregante della cittadinanza;
  • creazione di strutture permanenti dedicate alla cultura come una biblioteca multimediale dove si possa leggere, studiare, navigare in Internet, ascoltare musica, vedere film, incontrarsi ad eventi per adulti, bambini e famiglie;
  • attenzione al sociale e una diversa visione su efficientamento energetico e rifiuti.

L’attività amministrativa svolta da Lanfranco Migliozzi

Amministratore unico Park.O.:  2014-2015

  • Rivoluzione tariffe maxiparcheggio da 1 euro l’ora a 2 euro al giorno: + 30.000 ingressi l’anno.
  • -5% annuo del conferimento pubblico del Comune alla Park.O. con incremento degli utili fino a +89.000 nel 2015.

Consigliere comunale con delega alla digitalizzazione:  2017 – 2018 – 2019

  • Ristrutturazione del sistema informatico comunale: messa in sicurezza del sistema centrale e acquisto nuove dotazioni hardware e software per gli utenti.
  • Realizzazione evento Videomapping maggio 2018, una tecnologia multimediale che permette di proiettare della luce o dei video su superfici reali, in modo da ottenere un effetto artistico ed alcuni movimenti inusuali sulle superfici interessate. Un contest apprezzato che ha visto la partecipazione di artisti provenienti da fuori regione e di ragazzi delle scuole osimane.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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