Tombolini risponde a Selva sul ricorso al Prg

Il sindaco uscente: “È evidente che chi sta utilizzando queste minacce lo fa per scopi ben diversi da quelli affermati”

Numana, 11 aprile 2019 – Gianluigi Tombolini, sindaco uscente che si ripresenta alle Amministrative del prossimo 26 maggio per un secondo mandato con la lista civica Con i numanesi c’è sempre più futuro, risponde all’attacco di Alessandro Selva, consigliere d’opposizione e candidato sindaco per la lista civica Siamo Numana, che ha dichiarato ufficialmente ricorso al Tar in merito alla nuova variante al Piano regolatore generale da poco approvata dal Consiglio comunale. (Corriere del Conero, 10 aprile 2019,Ricorso al Tar contro il Prg di Numana”).

Numana – Alessandro Selva, consigliere d’opposizione e candidato sindaco della lista civica Siamo Numana

Lo fa inviando un comunicato in redazione che pubblichiamo integralmente, dando così modo ai lettori di farsi una personale opinione in merito ai fatti esposti dai due “contendenti”.

«In una società democratica non si può impedire a nessuno di sottoporre ad un’autorità giudiziaria le proprie istanze – scrive Tombolini – anche quelle più infondate come accade nel caso di specie. Le asserite irregolarità sono tali solo nell’opinione di chi intende proporre ricorso, tenuto conto del fatto che il Comune ha operato nel pieno rispetto della normativa che disciplina il procedimento di variante al piano regolatore ottenendo peraltro i pareri tutti favorevoli della Provincia e delle altre amministrazioni coinvolte nel procedimento di variante.

Numana – Il sindaco uscente Gianluigi Tombolini in un momento istituzionale

L’annullamento della delibera di approvazione dell’11/3/2019 – continua Tombolini – è stato deciso in via prudenziale in quanto erano presenti modesti errori materiali nel confezionamento dei documenti che costituiscono gli allegati del piano, errori che non hanno avuto alcun rilievo circa il corretto iter di adozione ed approvazione della variante.

Per quanto riguarda l’ipotizzata presentazione di un esposto addirittura alla Procura della Repubblica, non posso che ribadire l’assoluta correttezza dell’operato degli Uffici e di questa Amministrazione che si vedrà ovviamente costretta a reagire di conseguenza. Per quanto attiene la strumentalizzazione – conclude Tombolini – deve essere evidente chi sta utilizzando queste minacce per scopi ben diversi da quelli affermati, dando delle informazioni inesatte, generiche e comunque assolutamente prive di fondamento».

 

redazionale

 


Un commento alla notizia “Tombolini risponde a Selva sul ricorso al Prg”:

  1. Giovanni Frontalini says:

    Tipo….
    Siamo innocenti ma ci costituiamo comunque nella remota possibilità di aver fatto qualche errore marginale…

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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