La lista civica Siamo Numana ufficializza i suoi candidati

Il candidato sindaco Alessandro Selva presenta le date degli incontri pubblici

Numana, 29 aprile 2019 – La seconda lista in lizza a Numana per le Amministrative del 26 maggio è stata ufficializzata. È Siamo Numana del candidato sindaco, Alessandro Selva. Una lista attenta alla società civile, associazionismo, giovani e professionisti per costruire un paese nuovo, attento alle esigenze dei cittadini e in prima linea per il rilancio turistico e occupazionale del paese, come recita la presentazione.

«Siamo Numana è una lista veramente civica che coinvolge cittadini con esperienze politiche e sociali anche molto distanti tra loro, ma che condividono un progetto innovativo per il paese e la necessità di cambiare profondamente l’azione dellAamministrazione comunale».

Il simbolo della nuova lista civica Siamo Numana e Alessandro Selva il candidato sindaco

Di seguito i 12 candidati consiglieri:

Laura Graciotti 53 anni, dipendente dell’Università Politecnica delle Marche;

Mauro Marcelli 68 anni, operatore balneare;

Anna Elvira Mitillo 67 anni, pensionata, ex educatrice professionale;

David Michetti 36 anni, lavoratore edile;

Elena Casciotti 42 anni, impiegata presso il Toys Center di Osimo;

Gino Iovannelli 59 anni, artigiano imbianchino, manutentore;

Roberto Polenta 54 anni, falegname mobiliere e socio fondatore della Mobitaly di Camerano;

Priscilla Caruso 30 anni, impiegata stagionale presso il porto turistico di Numana;

Fabio Gironi 35 anni, ricercatore universitario, traduttore e giornalista free lance;

Marco Antonini 62 anni, gestore del pub Nuvola Rossa;

Fabrizio Brandoni 41 anni, ingegnere Ufficio Speciale Ricostruzione post sisma 2016, Macerata;

Matteo Finelli 55 anni, istruttore tecnico presso l’Autorità d’Ambito per la Provincia di Ancona.

Le date degli incontri pubblici in programma:

agli Svarchi, sabato 4 maggio alle 18.15 in Piazza dei Girasoli,

a Numana, mercoledì 8 maggio alle 18.15 al Ristorante La Nuova Fenice in Via la Fenice 8,

a Marcelli, giovedì 16 maggio alle 18.15 al Ristorante Il Conero mare in Via Litoranea 55.

Ultimo appuntamento della campagna elettorale, giovedì 23 maggio alle 21.15 nella Sala consiliare del Municipio di Numana in Piazza del Santuario.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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