Elezioni – Andamento del voto a Osimo, Sirolo, Numana

Aggiornamenti sull’affluenza alle urne delle 13.03

Osimo – Affluenza delle ore 12.30 nelle sezioni 1-2-3 presso l’Istituto comprensivo Bruno da Osimo

Osimo, Sirolo, Numana, 26 maggio 2019 – I dati ufficiali provenienti dalla Prefettura di Ancona, elaborati dal D.A.I.T. – Servizi Informatici Elettorali e aggiornati alle ore 13.03, dicono di un’affluenza alle urne piuttosto bassa. Mentre a livello nazionale per le Europee si viaggia intorno al 16,66%, nelle Marche siamo al 17,67% e ad Ancona città al 17,22%. Sono dati che ovviamente vanno presi per quello che valgono, dal momento che sono stati trasmessi a dieci ore dalla chiusura dei seggi.

Osimo – Il sindaco uscente Simone Pugnaloni ha votato alle 15.10

Stesso discorso per quanto riguarda le Amministrative. Ad Osimo, alle 13.03 aveva votato il 21,22% degli aventi diritto. Il sindaco uscente, Simone Pugnaloni, ha votato alle 15.10 presso il seggio n. 19.

Sirolo – Il voto di Aldo Spadari, candidato sindaco della lista civica Cambiamo per Sirolo

A Sirolo, sempre alle 13.03, aveva votato il 19,50%.

A Numana, a quell’ora, il 21,01%

Numana – Il voto del sindaco uscente Gianluigi Tombolini

Nel pomeriggio i dati sono cresciuti e l’auspicio dei vari candidati è che crescano ulteriormente in serata, fino alla chiusura definita dei seggi fissata per le 23. Subito dopo tale ora, partirà lo spoglio delle schede riferite alle elezioni Europee. Lo spoglio delle schede per quanto riguarda le Amministrative inizierà domani, lunedì 27 maggio, a partire dalle 14.

Aggiornamento ore 19.37 del 26 maggio

Europee

Votanti dato nazionale: 41,96% – Marche: 47,15% – Provincia Ancona: 47,21%

Amministrative  

Osimo: 53,30%

Sirolo: 54,54%

Numana: 52,43%

Aggiornamento ore 00.45 del 27 maggio

Europee

Votanti dato nazionale: 55,97% (preced. 58,64%)

Marche: 62,20% (preced. 65,50%)

Provincia Ancona: 59,75% (preced. 63,45%)

Amministrative

Alle 00.45, dopo un ora e tre quarti dalla scadenza delle 23 per la chiusura dei seggi, Osimo è stato l’ultimo Comune a trasmettere i suoi dati sull’affluenza

Osimo:: 68,20% (preced. 69,39%)

Sirolo: 65,41% (preced. 68,30%)

Numana: 62,16% (preced. 67,27%)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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