Regione Marche: 12mila euro alla Pro loco di Monte Urano

Lega Nord: “soldi spesi male. Il territorio ha bisogno di sostegno sociale”

Riceviamo e pubblichiamo

Ancona – Il 2016 si chiude con l’ennesima sorpresa, per usare un eufemismo, del Pd, che poi tanto sorpresa non è dal momento che siamo ormai abituati a comportamenti a dir poco discutibili e a ripartizioni finanziarie senza criterio. Dopo essere stati chiamati a discutere su un bilancio fornitoci senza i tempi necessari per un’approfondita analisi, in barba a qualsiasi rispetto istituzionale e personale nei confronti di noi Consiglieri di Opposizione, chiamati a svolgere un ruolo di controllo nei confronti dell’Amministrazione, scopriamo, tra le tante discutibili voci di bilancio, che, con lo zampino del Consigliere regionale Giacinti, alla Pro Loco di Monte Urano sono stati destinati ben 12 mila Euro.

La cittadina di Monte Urano in provincia di Fermo
La cittadina di Monte Urano in provincia di Fermo

L’Amministrazione regionale ci ha più volte detto che nel Bilancio non vi era alcun margine di manovra, che non si poteva recuperare alcunché per la collettività, che le nostre istanze non potevano trovare accoglimento. E poi ci ritroviamo 12 mila Euro a una Pro Loco quando un intero territorio avrebbe, invece, bisogno di sostegno sociale. Molte famiglie sono in totale indigenza, molte a seguito del sisma si sono ritrovate addirittura senza una casa, la Sanità necessita costanti sostegni, l’economia e le nostre categorie produttive sono alla canna del gas, il precariato e la disoccupazione sono sempre più una piaga che il Centrosinistra ha ampiamente dimostrato di non saper curare, anzi di aggravare.
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Non è questo il modo adeguato di amministrare una regione, non è questo il modo di lavorare per la collettività, non è questo il modo di riavvicinare i cittadini alla politica. Noi non siamo questo, non vogliamo questo, non accetteremo mai questo perché la politica dei figli e figliastri, a nocumento di tutti, non ci appartiene.

Ancona, 2 gennaio 2017
Gruppo Consiliare Lega Nord Marche

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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