Politiche 2018: Centro Destra prima coalizione, Exploit M5S, crollo del PD

Dati nazionali Camera e Senato aggiornati alla seconda proiezione delle ore 1.30

Aggiornamento delle proiezioni dell’andamento del voto a livello nazionale delle ore 1.30 del 5 marzo.

Quel che salta agli occhi in modo evidente è il risultato notevole del M5S che si attesta fin qui al 32%, primo partito in Italia. Secondo partito risulterebbe il PD con il 19,1%, il che starebbe a significare una netta sconfitta di Renzi & C., staccato da Di Mao di 13,1 punti percentuale.

Di Maio può esultare per la vittoria delle Politiche 2018. Un risultato di grande rilievo che, con tutta probabilità, porterà il leader del Movimento 5 Stelle a ricevere per primo l’incarico di formare il nuovo governo dal presidente Mattarella

Ottimo risultato invece della Lega di Salvini, terza con il 16%. Un punto e mezzo circa più di Forza Italia. E questo vorrebbe dire, in base agli accordi presi con la coalizione, che se il presidente Mattarella dovesse dare l’incarico al Centro destra per formare il nuovo governo Salvini sarebbe il leader della coalizione.

Matteo Salvini ha portato la Lega ad essere il primo partito del Centro destra. Sarà lui dunque, per gli accordi preelettorali presi con Berlusconi e la Meloni, il candidato della coalizione alla presidenza del Consiglio

Restano due considerazioni; uno: Di Maio dovrebbe essere il primo leader a ricevere l’incarico di formare il governo; due: se i dati finali dovessero essere simili a questa seconda proiezione, non esiste la possibilità di formare un nuovo governo. Il M5S da solo non ha i numeri; dovrebbe allearsi con un altro partito e cioè con Forza Italia, con la Lega o con il PD, una possibilità scartata a priori da tutti. Poi si sa, in politica può succedere tutto e il contrario di tutto.

Riportiamo anche le proiezioni al Senato:

Centro DestraM5SCentro SinistraLiberi e UgualiAltri
36%32,00%23,4%3,5%4,9%

 

I probabili seggi al Senato di ogni singolo partito (proiezione delle ore 5) su una copertura del 38% e dunque con una forbice ancora ampia:

M5S102 – 122
Forza Italia46 – 56
Lega52 – 62
Fratelli d’Italia19 – 29
Noi con l’Italia1 – 3
PD42 – 54
+Europa0 – 2
Insieme Italia Europa0 – 2
Liberi e Uguali6 – 10
Altri0 – 2

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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