Politiche 2018 – Affluenza definitiva nazionale ai seggi: 72,93%

Nelle Marche ha votato il 77,27% degli aventi diritto; nella provincia di Ancona il 76,64%. Tutti i dati definitivi delle affluenze ai seggi nella provincia dorica Comune per Comune

DATO DEFINITIVO VOTANTI ALLA CHIUSURA DEI SEGGI (ore 23)

Il dato è stato ufficializzato dal Viminale alle 3,45 di oggi. A livello nazionale mancano i dati definitivi di 12 Comuni su 7.958, un campione irrisorio che rende il dato praticamente definitivo.    

Italia

 Comuni% ore 12% ore 19% ore 23Prec.
ITALIA7.946 su 7.95819,4358,4072,9275,22
ABRUZZO305 su 30519,3861,2775,2575,94
BASILICATA131 su 13116,2753,1271,2169,49
CALABRIA405 su 40515,1149,5363,7563,08
CAMPANIA550 su 55016,9652,5668,1867,86
EMILIA-ROMAGNA331 su 33122,7265,9878,2282,10
FRIULI-VENEZIA GIULIA215 su 21522,5662,4375,1077,16
LAZIO372 su 37818,8855,4772,6377,48
LIGURIA234 su 23421,7861,0471,9475,11
LOMBARDIA1.513 su 1.51620,9262,2677,3680,02
MARCHE229 su 22919,8162,2177,2779,80
MOLISE136 su 13617,8856,4671,7278,13
PIEMONTE1.197 su 1.19720,4461,8675,1577,26
PUGLIA256 su 25817,9753,6669,0969,91
SARDEGNA377 su 37718,3452,4865,3068,54
SICILIA390 su 39014,2747,0562,7564,58
TOSCANA273 su 27421,1763,8777,4679,20
TRENTINO-ALTO ADIGE292 su 29220,8560,5774,3181,02
UMBRIA92 su 9220,5564,7777,9579,53
VALLE D’AOSTA74 su 7421,2459,0172,2776,95
VENETO574 su 57422,2464,6078,6681,75

 

Regione MARCHE

Nelle Marche si sono recati alle urne il 77,27% degli aventi diritto. Un dato superiore a quello nazionale di circa 4,30 punti percentuali. :

 Comuni% ore 12% ore 19% ore 23Prec.
MARCHE229 su 22919,8162,2177,2779,80
ANCONA47 su 4719,8761,6876,6580,26
ASCOLI PICENO33 su 3318,3660,0877,0978,36
FERMO40 su 4019,3362,2977,2578,23
MACERATA55 su 5519,2660,7576,8478,80
PESARO E URBINO54 su 5421,3065,4078,5881,88

 

Provincia di ANCONA

Anche nella provincia dorica il dato totale dei 47 Comuni è superiore a quello nazionale di 3,73 punti.

 Comuni% ore 12% ore 19% ore 23Prec.
ANCONA47 su 4719,8761,6876,6580,26
AGUGLIANO20,7761,3078,9582,76
ANCONA 21,1362,3475,0579,70
ARCEVIA19,2766,2774,7176,77
BARBARA23,5969,4779,3083,04
BELVEDERE OSTRENSE22,6765,1776,2780,61
CAMERANO 19,3561,9279,5981,96
CAMERATA PICENA15,5754,5376,9682,62
CASTELBELLINO17,1259,9178,5281,94
CASTELFIDARDO 18,7361,3776,1778,85
CASTELLEONE DI SUASA25,5270,2081,5383,35
CASTELPLANIO19,0466,4677,3080,21
CERRETO D’ESI17,1052,9270,8376,83
CHIARAVALLE19,2562,0876,9880,70
CORINALDO21,8567,1278,4981,53
CUPRAMONTANA17,8658,0073,7378,52
FABRIANO20,5064,1176,0877,52
FALCONARA MARITTIMA20,3262,1076,2080,33
FILOTTRANO19,4661,0578,4380,39
GENGA18,2659,2375,1576,50
JESI20,5363,2777,3281,07
LORETO 18,6259,0076,1280,89
MAIOLATI SPONTINI16,9857,2077,3982,86
MERGO19,0863,9976,7179,95
MONSANO19,6065,5582,1284,94
MONTE ROBERTO18,7059,9378,7782,74
MONTE SAN VITO17,5051,1976,6583,23
MONTECAROTTO20,6369,1778,2979,15
MONTEMARCIANO19,2461,7277,0080,70
MORRO D’ALBA20,5264,0177,9281,13
NUMANA 21,3262,3277,3781,11
OFFAGNA19,6363,3782,5084,58
OSIMO 20,4061,7578,1181,30
OSTRA21,9465,1076,8278,31
OSTRA VETERE16,9357,1777,7981,77
POGGIO SAN MARCELLO22,3269,2780,1580,18
POLVERIGI18,0857,1378,5684,63
ROSORA16,5854,4574,1677,80
SAN MARCELLO21,4367,3980,5782,82
SAN PAOLO DI JESI23,6365,2878,7285,19
SANTA MARIA NUOVA19,4761,6177,4281,79
SASSOFERRATO20,6064,1575,6076,39
SENIGALLIA17,7958,2476,1580,05
SERRA DE’ CONTI20,4465,2379,6683,41
SERRA SAN QUIRICO21,3564,9577,8578,74
SIROLO 22,2263,4279,3782,13

 

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

© riproduzione riservata


link dell'articolo