Massimo Olivetti (51,8%), centrodestra, è il nuovo sindaco di Senigallia

Al ballottaggio, a sorpresa, ha battuto Fabrizio Volpini (48,92%) candidato di sinistra che al primo turno era nove punti avanti

Senigallia, 5 ottobre 2020 – Dopo la Regione, il centrodestra si prende anche il Comune di Senigallia guidato fino a ieri dall’Amministrazione con a capo Maurizio Mangialardi, lo stesso candidato di centrosinistra uscito sconfitto dall’elezione per la presidenza delle Marche.

Massimo Olivetti, neo sindaco di Senigallia

È di pochi minuti fa il risultato dei ballottaggi: Massimo Olivetti (51,8%) è il nuovo sindaco di Senigallia. Il candidato di centrodestra, appoggiato da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e una lista civica, ha battuto Fabrizio Volpini (48,92%) candidato della sinistra. Un risultato a sorpresa se si considera che al primo turno Volpini era risultato in vantaggio di nove punti su Olivetti (43% contro il 34%).

A commentare la vittoria di Olivetti è arrivata la nota del senatore Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia Marche:

Francesco Battistoni, senatore di Forza Italia e commissario per le Marche

«Oggi è una giornata storica per le Marche e per la Provincia di Ancona: Massimo Olivetti, candidato moderato su cui abbiamo puntato sin da subito, è il nuovo sindaco di Senigallia. Il centrodestra unito ha strappato alla sinistra un Comune di straordinaria importanza, amministrato fino ad ora da Maurizio Mangialardi, ex presidente Anci Marche e candidato governatore del Partito Democratico.
In questa Regione abbiamo sconfitto la sinistra in ogni contesto. Ora ci aspetta un lavoro enorme, per ridare alla città il giusto impulso economico e turistico che merita. Forza Italia farà la sua parte nel processo di cambiamento e di innovazione. Un grande in bocca al lupo a Massimo per i prossimi cinque anni di amministrazione
».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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