Ancona – Le interrogazioni a risposta urgente dei 5 Stelle

Al prossimo Consiglio comunale del 14 settembre i pentastellati dorici chiederanno lumi sui senzatetto al Duomo, ritiro rifiuti ingombranti, mancata sede al Cpia

Ancona, 11 settembre 2020 – Al prossimo Consiglio comunale di lunedì 14 settembre, il gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle dorico presenterà quattro interrogazioni a risposta urgente. Di seguito i contenuti con il nome del consigliere firmatario:

Il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle Ancona

Rifugio di senza tetto sotto il Duomo

Una richiesta di intervento al 118, per una donna che aveva accusato un malore, ha permesso di scoprire un rifugio di senzatetto tra le arcate di Via Papa Giovanni XXIII, nella zona sotto al Duomo. Dalla stampa apprendiamo che lì vive da 4 anni una quarantaduenne in condizioni igieniche disumane. Chiedo di sapere come mai una simile situazione di disagio e degrado non sia mai stata scoperta; se e come l’Amministrazione comunale vorrà attivarsi per prestare aiuto alla donna e per eliminare il degrado dell’area.

Andrea Vecchietti – Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Ancona

Passa a prendermi” il servizio di Anconambiente

Passa a prendermi: è il servizio di Anconambiente che consente di prenotare con un semplice sms il servizio di ritiro gratuito di ingombranti, sfalci, potature e big bag a domicilio… Sarebbe un servizio se non fosse che tra la richiesta ed il ritiro c’è l’intermezzo di un mese abbondante. Stessa situazione, o analoga, per il ritiro degli sfalci. La presente per sapere SE è normale che i tempi per il ritiro siano superiori al mese e se non sia opportuno verificare standard e procedure perché il servizio sia più efficace ed efficiente.

Daniela Diomedi – Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Ancona

Centro Provinciale di Istruzione degli Adulti

Si è appreso che il CPIA (Centro Provinciale di Istruzione degli Adulti) nel corso del prossimo anno scolastico  rimarrà senza sede ad Ancona e pertanto NON inizieranno i corsi nel nostro Ccomune. Chiedo di sapere se e come intenda provvedere il Comune di Ancona, in intesa con la Provincia di Ancona, al fine di individuare una sede idonea a che questa fondamentale esperienza formativa e di integrazione sociale possa continuare a  trovare  spazio nella nostra città.

Daniela Diomedi – Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Ancona

Più il seguente residuo dal Consiglio comunale  del 7 settembre 2020:

Tetto per tutti – chiusura

Appreso delle definitiva chiusura della struttura, chiedo di conoscere le motivazioni, anche in considerazione delle spese (anche manutentive) effettuate sulla stessa, e di sapere come sarà riorganizzato il servizio.

Daniela Diomedi – Consigliere comunale Movimento 5 Stelle Ancona

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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