Loreto – Una nota di Serenelli del M5s sull’antenna in centro

Continua la querelle: perché non è stato rispettato il regolamento comunale?

Loreto – Il consigliere  Paolo Serenelli, del Movimento 5 stelle, attraverso una nota, entra nel merito dell’installazione dell’antenna nel centro storico. Una serie di precisazioni che passano attraverso la cronistoria della vicenda tese a spiegare, dal punto di vista dei pentastellati, come si è arrivati alla situazione odierna.

Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle
Paolo Serenelli del Movimento 5 stelle, entra nel merito della querelle “antenna” e ricostruisce le varie fasi della vicenda 

«Nel giugno 2015 il proprietario dell’Hotel Loreto stipula un contratto di locazione con le due società telefoniche per l’installazione di una stazione radio-base – spiega la nota-.

Il 25 febbraio 2016 parte la richiesta al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive), per l’installazione della suddetta antenna. Da questo momento inizia l’iter, con i pareri positivi dell’ ASUR in data 1 marzo 2016, della commissione locale per il paesaggio il 24 marzo 2016; l’ARPAM dà il benestare il 25 marzo, mentre la sovrintendenza dei  beni architettonici dà l’ok il 27 aprile. L’ufficio SUAP rilascia il permesso in data 21 giugno 2016.

Conseguentemente viene convocata d’urgenza la commissione Ambiente dove anche noi veniamo messi a conoscenza di questo progetto – continua la nota di Serenelli. Arriviamo così alle ultime vicende, quando i residenti del centro storico, allarmati dalla situazione, si riuniscono e, appoggiati indirettamente da noi e dall’altra forza di opposizione Loreto Libera, iniziano a studiare gli atti e decidono di costituire un comitato.

L'esplicito invito dei cittadini loretani a desistere dall'installazione di un'antenna ripetitore
L’esplicito invito dei cittadini loretani a desistere dall’installazione di un’antenna ripetitore

Lo studio dei documenti rivela che il rilascio dell’autorizzazione all’installazione da parte dell’ufficio comunale preposto non poteva essere data, visto che non erano state rispettate 2 principali norme: in primis il regolamento delle antenne (approvato nel 2001), poi le norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale 08/2016.

Nessuno in comune si accorge di questi regolamenti, né gli uffici, né  l’amministrazione; così appare chiara la scarsa operazione di controllo che viene esercitata, e quindi è lecito pensare che anche altre autorizzazioni rilasciate in passato possano avere delle irregolarità».

A questo punto la domanda sorge spontanea: cosa sarebbe successo se le opposizioni e i cittadini non se ne fossero interessati?

La risposta di Serenelli rincara la dose: «Un aspetto che non va  trascurato in questa vicenda è il parere positivo della commissione locale per il paesaggio che, se fosse stata più attenta, avrebbe potuto avvertire l’amministrazione. Quest’ultima, poi, avrebbe dovuto convocare la commissione ambiente e portare tutti a conoscenza di questo progetto.

L'assessore regionale Moreno Pieroni
L’assessore regionale Moreno Pieroni

Anche il parere della soprintendenza è per noi quanto meno insensato – aggiunge Serenelli – come si può pensare di dare parere favorevole all’installazione di un’antenna nel centro storico di Loreto, che ha un’importanza e una rilevanza internazionale sul piano artistico, architettonico e religioso, quando la stessa commissione ha negato la permanenza delle bancarelle in piazza della Madonna?»

Serenelli conclude con un attacco politico: «Di questa vicenda si è interessato l’attuale assessore regionale Pieroni, che si presenta come salvatore della patria facendosi propaganda politica, portando un’interrogazione in Regione, dimenticandosi però che durante l’approvazione del regolamento sulle antenne nel consiglio comunale del 2001, votò contrario».


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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