Intervista a Emidio Spina segretario di Aps

Loreto. Abbiamo incontrato il segretario di Ambiente partecipazione solidarietà, Emidio Spina, per approfondire con lui il senso del manifesto affisso in città contro l’ex sindaco Pieroni, oggi assessore regionale al turismo e cultura, e contro l’attuale sindaco Paolo Niccoletti.

Segretario, ci spieghi il perché del manifesto con cui attacca la gestione dall’ex sindaco Pieroni e dell’attuale sindaco Niccoletti.

«Su questo argomento voglio puntualizzare una cosa che ha indotto molta gente a pensare che la parola “fallita” si riferisse alla Società Pallavolo Loreto. Giustamente era scritto anche male, ma i manifesti non possono essere dei lunghi panegirici e quindi l’avevo usata volendo significare che il fallimento della Pallavolo Loreto era quello di non aver mantenuto la Serie A1, e di essere retrocessa l’anno seguente, per cui i tre miliardi delle vecchie lire per l’adeguamento del palasport erano andati in fumo. Questa precisazione era doverosa. Per quanto riguarda i tempi delle spese (2001-2016), penso che la validità dell’azione politico-amministrativa dei nostri governanti debba essere espressa per tutto l’arco di tempo della loro azione. L’opposizione di Aps è stata immediata e, con la collaborazione delle altre forze di opposizione, si è stati in grado di far dimettere il sindaco Niccoletti nel suo primo mandato. Quando sento ancora oggi, che il Comune di Loreto non  ha soldi per le politiche sociali, per la scuola, per la cultura, per l’ambiente ecc. e ripenso a quanto è stato disperso al vento, credo che tutti i cittadini debbano fare una riflessione su ciò che sta accadendo in questo paese».

Il manifesto affisso da Aps in città
Il manifesto affisso da Aps in città

Con la rottura dell’alleanza con il Pd non siete più rappresentati nel consiglio comunale come intendete fare opposizione

«La rottura con il Partito Democratico per noi risulta pesante, perché avevamo creduto che una squadra come la nostra potesse essere vincente. La delusione è arrivata dopo aver visto la latitanza del nostro rappresentante. Tengo a precisare che si è arrivati alla rottura dopo più di un anno e in tutto questo tempo abbiamo sempre cercato di sollecitare interventi più incisivi. Ma è stato del tutto inutile. Pensiamo comunque che con la nostra presenza alle sedute del consiglio, la presenza dei nostri  all’interno delle commissioni e la collaborazione caso per caso con le forze di opposizione, si possa ancora fare molto per il bene di Loreto».

Il nuovo segretario del Pd lauretano Francesco Russo, in una intervista concessa alla nostra testata, ha fatto capire di non avere nessuna pregiudiziale sia verso Aps sia verso le altre forze d’opposizione, purchè si faccia il bene di Loreto. 

«Francesco Russo è un bravissimo ragazzo, giovane ed entusiasta di poter fare qualcosa per rompere il degrado in cui versa la città, però pecca d’inesperienza visto la sua giovane età e anche, forse, di ingenuità. Sa benissimo che anche noi non abbiamo mai avuto pregiudiziali sul Partito democratico, sapevamo che il suo partito era frequentato da giovani desiderosi anche loro di confrontarsi politicamente, ma la scelta di continuare con il candidato Guazzaroni a discapito di altri, secondo noi meglio attrezzati, ha fatto sì che la rottura fosse inevitabile».

Quali sono le priorità di Loreto? 

Il segretario di Aps Emidio Spina
Il segretario di Aps Emidio Spina

«Le priorità penso che si possano vedere a occhio nudo. La gente ormai vede il degrado con cui si vive ogni giorno e il manifesto delle spese dà l’idea di quanti soldi siano stati sperperati. Tuttavia, non so se la gente si rende conto, ad esempio, che un ente come le Opere laiche lauretane ha perso 4 milioni di euro, che l’amministrazione comunale ha gettato al vento un milione e mezzo di euro per il pagamento di una multa relativa al PIP di Via Barca. I cittadini devono sapere che con tutte quelle risorse Loreto poteva avere strade senza buche, ascensori funzionanti,  fogne adeguate; senza contare che la città che tutti qualificano con l’aggettivo solidale ha le politiche sociali ridotte a zero».

Siamo in clima di referendum costituzionale, qual è la sua posizione e quella del partito che rappresenta?

«Sul referendum l’idea è molto chiara e diversa dal PD. Quello che esprimiamo è un sentimento di vergogna e rabbia al pensiero che un Presidente del Consiglio eletto da nessuno, possa mettere mano alla Costituzione assieme a gente come Verdini, Alfano e tutti quei parlamentari voltagabbana che siedono in Parlamento e che sono passati da un partito ad un altro. Tutto ciò è vergognoso. Le persone che andranno a votare dovrebbero ricordarsi invece la levatura morale dei nostri Padri costituenti».

Ringraziamo Emidio Spina di Ambiente partecipazione solidarietà per la disponibilità. Sarà nostra cura fare un sondaggio tra i cittadini lauretani affinché possano esprimere il loro parere sul manifesto in questione.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Speciale Festival di Sanremo: la prima serata

7/8 febbraio 2023 – Le prime 14 canzoni in gara


Sanremo, 8 febbraio 2023 – Un’apertura patriottica quella della 73esima edizione del Festival di Sanremo targata Amadeus-Gianni Morandi, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto), con Roberto Benigni a rompere il ghiaccio sviscerando un pistolotto sulla Costituzione e il no alla guerra. Alle 21.20 precise, partenza ufficiale della competizione canora con l’esibizione del primo artista in gara: Anna Oxa con il pezzo Sali. Subito, a seguire, il secondo big: gIanmaria (vincitore di Sanremo Giovani), con la canzone Mostro.

Neanche il tempo di prendere il ritmo che ecco salire sul palco la prima delle co-conduttrici: Chiara Ferragni. La signora Fedez, anche qui senza perdere tempo, presenta il terzo artista in gara: Mr. Rain con Super eroi, con la complicità di un coro di bimbi, il biondo artista cattura la mia attenzione. È la volta degli ospiti vincitori della passata edizione: Mahmood & Blanco con Brividi, brano accompagnato da una sequela di premi e milioni di visualizzazioni sui social. Ma davvero il pezzo vale così tanto?

Dopo un’ora e un quarto di trasmissione arriva il quarto cantante in gara: Marco Mengoni che canta Due vite, anche lui accompagnato da oltre 60 dischi di platino e svariati milioni di like sui social. Sarà un successo. Ritmo canoro di nuovo spezzato con l’arrivo dell’ospite Elena Sofia Ricci: usare lo spazio del palco di Sanremo per promuovere la sua prossima fiction ce lo poteva anche risparmiare. Alle 22.15 la quinta cantante in gara: Ariete con Mare di guai: la sua vasca malinconica piena di squali è un po’ vuota di melodia. Segue intermezzo divertente di Gianni Morandi con le sue peggiori canzoni.

Ore 22.40, sesto big in gara: Ultimo con Alba: tanta roba, tanto cuore, in una parola, una vera canzone. Altro intermezzo spezza ritmo in esterna con Piero Pelù in Piazza Colombo che canta Gigante. Settimi in gara il duo Coma_Cose con L’addio: addio. A seguire, altro lungo intermezzo ospiti con i Pooh: l’età inizia a farsi sentire ma il talento è immenso. Alle 23.30 ottavo artista in gara: Elodie con Due: tante piume nere a svelare una gran silhouette per un pezzo che andrà molto in radio. Nude look della Ferragni (disegnato e non trasparente), per lanciare un messaggio alle donne: “non abbiate paura”. A seguire, collegamento con il rapper Salmo a bordo della Costa Smeralda. La mezzanotte viene salutata dal nono big in gara: Leo Gassmann con Terzo cuore, quello riservato all’amore.

C’è il tempo per un veloce Tg1 e l’esibizione dell’ospite Blanco con L’isola delle rose: bruttissimo lo spettacolo che offre, prendendo a calci i fiori che ornano il proscenio del teatro Ariston, se lo poteva evitare. Il pubblico in sala lo boccia in toto e spera di non rivederlo più su quel palco. Anch’io. La gara canora riprende alle 00.20 con i decimi big, i Cugini di Campagna con Lettera 22: fedeli al look e al loro repertorio pop, con un po’ meno di falsetto. Dopo la pubblicità, l’undicesimo big, Gianluca Grignani con Quando ti manca il fiato: intimistico e difficile dialogo tra padre e figlio che ha bisogno di un secondo ascolto. Dodicesimo big, Olly con Polvere: tanto Auto-Tune.

Si fa l’una dell’8 febbraio con l’esibizione dei tredicesimi big in gara, i Colla Zio con Non mi va: giovani loro, allegro il brano poco “sanremese”. A seguire, e a chiudere questa prima serata del Festival di Sanremo, la quattordicesima big, Mara Sattei con Duemila minuti: si sente la mano di Damiano dei Måneskin tra gli autori. Chiusura corale con Il mio canto libero di Lucio Battisti cantato da Gianni Morandi, il coro e il pubblico.

All’una e trenta di notte, arriva la classifica parziale della Sala Stampa di questa prima serata: 1° Marco Mengoni con Due vite; 2° Elodie con Due; 3° Coma_Cose con L’addio; 4° Ultimo con Alba; 5° Leo Gassmann con Tre cuori; 6° Mara Sattei con Duemila minuti; 7° Colla Zio con Non mi va; 8° Cugini di Campagna con Lettera 22; 9° Mr. Rain con Super eroi; 10° Gianluca Grignani con Quando ti manca il fiato; 11° Ariete con Mare di guai; 12° gIanmaria con Mostro; 13° Olly con Polvere; 14° Anna Oxa con Sali.

A quest’ora, nel dare appuntamento alla seconda serata di questa sera mercoledì 8 febbraio che presenta gli altri 14 big in gara, non mi resta che una cosa da dire al conduttore: “Amadeus, dacci un taglio!”

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