Turchetti, Moreschi e Tiranti richiamano all’ordine il sindaco Ascani

I tre candidati sindaco alle Comunali 2021 a Castelfidardo invitano il primo cittadino uscente al rispetto delle regole elettorali

Castelfidardo, 24 settembre 2021 – I candidati alla carica di sindaco Gabriella Turchetti, Tommaso Moreschi e Marco Tiranti, per conto anche dei candidati alla carica di consigliere comunale delle liste ad essi collegate, hanno emanato un comunicato dove chiedono al sindaco uscente Roberto Ascani e all’attuale Amministrazione comunale di Castelfidardo il pieno rispetto delle norme che regolamentano la campagna elettorale.

Nello specifico, richiamano le seguenti norme:

  • Articolo 29, comma 6 della legge 81/1993: “È fatto divieto a tutte le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale, nei trenta giorni antecedenti l’inizio della campagna elettorale e per tutta la durata della stessa.”
  • Legge 8/2000 – Art. 9. (Disciplina della comunicazione istituzionale e obblighi di informazione)
  1. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.”

Si legge nel comunicato: “Dalla lettura delle succitate norme si evince infatti che sono vietate le occasioni di “propaganda elettorale”, anche se rappresentate concretamente da rapporti di fine mandato o da inaugurazioni di opere pubbliche, e che tali manifestazioni andrebbero effettuate senza eccessi, evitando partecipazioni in pompa magna e con comunicazioni in stile sobrio, al fine di evitare occasioni di visibilità per l’amministrazione in carica, in danno dei suoi avversari.

Tali norme prevedono difatti solo due specifiche deroghe: la comunicazione è lecita laddove sia caratterizzata dai requisiti di “indispensabilità” e “impersonalità” (dove si omette l’utilizzo del nome dell’amministratore)”.

Alla luce delle continue uscite a mezzo stampa e fin troppo frequenti inaugurazioni, che appaiono evidentemente strumentali nel periodo dei trenta giorni che precedono le elezioni, ed in vista dell’imminente Premio Internazionale di Fisarmonica, i tre candidati Gabriella Turchetti, Tommaso Moreschi e Marco Tiranti, a nome anche dei candidati nelle liste che li sostengono, invitano il sindaco Roberto Ascani e tutta l’Amministrazione ancora in carica, al rispetto delle richiamate norme al fine di garantire un leale e democratico svolgimento della competizione elettorale, così come auspicato anche dalla Prefettura di Ancona”.

«Nel caso in cui dovessero riproporsi ulteriori comportamenti evidentemente contrari al dettato normativo in tema di propaganda politica in prossimità delle elezioni – dichiarano i tre in conclusione – saremo costretti, nostro malgrado, a segnalare l’accaduto al Prefetto richiedendone un immediato intervento».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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