Intervista con Roberto Ascani sindaco pentastellato di Castelfidardo

Il sindaco Ascani con Di Battista
Il sindaco Ascani, a sinistra, con Di Battista

Sindaco Ascani, com’è nata la sua partecipazione al m5s?

“Ho da sempre seguito il blog di Beppe Grillo. Al livello locale non c’è mai stata un’iniziativa fino a quando, nel dicembre 2012, abbiamo costituito un gruppo grazie all’iniziativa di Giuliano Pelati, che raccolse le adesioni dei simpatizzanti al movimento. Non se ne conoscevano ancora le caratteristiche, a parte le proposte a livello nazionale. Nel 2013 le aspettative di successo del m5s furono ampiamente soddisfatte in seguito ai risultati delle elezioni in parlamento, dove le proposte teoriche diventarono concrete battaglie parlamentari per far valere le iniziative descritte nei blog. Dopo tre anni e mezzo circa il numero degli iscritti al m5s di Castelfidardo ha raggiunto la quota di venti attivisti costanti, e diversi simpatizzanti che partecipano occasionalmente alle iniziative organizzate”.

Che ruolo ha assunto all’interno del m5s locale?

“All’inizio sono entrato in punta di piedi, dando una mano per quello che riguardava la comunicazione via web. Sono un esperto di social network e tecnologia web. In particolare, sono un esperto SEO, mi occupo di dare visibilità alle aziende tramite strategie di web marketing. Il movimento nasce proprio da un blog, la principale via di comunicazione utilizzata è internet, quindi mi sono trovato subito ad affiancare gli attivisti su questa linea, creando il sito e curando la pagina face book”.

Ha sempre avuto aspirazioni ad assumere cariche politiche?

“No. A differenza degli altri partiti dove un personaggio si presenta alle elezioni per candidarsi o viene scelto tra una rosa di papabili, all’interno del movimento funziona in modo diverso. Per noi la situazione si è sviluppata considerando l’opinione di ogni attivista. Siamo un movimento orizzontale, non gestito dall’alto dai leader come succede negli altri partiti, per poi scegliere da lassù la persona che si ritiene più idonea al ruolo di sindaco.Su di me c’è stata convergenza da parte di tutti gli attivisti, affinché fossi io a guidare le elezioni”.

Qual è la prerogativa più importante del movimento?

“Occorre capire che il m5s verte sul fatto che tutti si possono candidare, poi occorre trovare conferma dal gruppo e dalla comunità locale senza intermediari o sostegni istituzionali di alto livello, questa è la grande forza del movimento. Inoltre, autofinanziandoci, siamo in grado di portare alla politica e all’interno di una Giunta persone che non se ne sono mai occupate prima. Non a caso abbiamo avuto adesioni di persone arrivate da altre esperienze politiche. Eravamo fermi sulla convinzione di presentare alle elezioni una squadra che fosse completamente al di fuori delle logiche di partito, proprio per una questione di opportunità”.

Sulla scorta di queste convinzioni, come è nata la squadra di Castelfidardo?

“L’abbiamo composta secondo la logica della meritocrazia, con persone esperte in specifici settori, meritevoli per titoli di studio o esperienze lavorative”.

Roberto Ascani alla proclamazione della vittoria elettorale
Roberto Ascani alla proclamazione della vittoria elettorale

Vi aspettavate di vincere?

“Assolutamente no. Reputavamo difficile il successo, siamo andati oltre ogni nostra aspettativa, per questo siamo stati ancora più contenti. Era la prima volta che ci candidavamo, essendo nati come movimento a Castelfidardo dopo l’ultima elezione avvenuta nel 2011. Avvertendo l’aria di cambiamento, avevamo una buona sensazione in merito a un buon risultato, anche alla luce di quanto fosse cresciuto il movimento a livello nazionale. Il nostro obbiettivo era arrivare al ballottaggio e giocarci il tutto e per tutto. Ci siamo arrivati, ottenendo più di 1.200 voti rispetto al nostro avversario, Solidarietà Popolare, molto radicata nei quartieri e nelle associazioni, e ben visti dalla popolazione”.

Quali sono i vostri progetti?

“Ne abbiamo parecchi. Forse, quello che ci contraddistingue è mettere mano alla revisione di alcuni regolamenti: l’introduzione della question time all’interno del consiglio comunale, per esempio, quindi la possibilità del pubblico di poter intervenire con domane dirette all’interno del consiglio comunale. Ne stiamo definendo le modalità”.

Gli altri?

“Dal punto di vista imprese, stiamo attraversando un momento sociale particolare. Servizi sociali quasi al collasso, poche persone che devono gestire molti interventi e che spesso non risolvono le situazione di disagio che si presentano, soprattutto a causa della mancanza di lavoro a qualsiasi età. Per questo abbiamo già attivato iniziative come il sostegno al reddito, bando a cui sono destinati 12 mila euro, per aiutare le famiglie bisognose. Dal prossimo anno però, vorremo aiutare chi ha bisogno con un reddito di cittadinanza più consistente e specifico, con requisiti più mirati, sulla stregua di quanto fatto a Livorno, con un bando di aiuto di circa 6 mesi, che consenta di cercarsi un lavoro e di entrare nell’ambito dei servizi sociali. Il reddito di cittadinanza è un’iniziativa in cantiere a cui stiamo lavorando con molto impegno e serietà.

Il sindaco pentastellato festeggia con il quartiere Fornaci, vincitore del Palio dell'acqua 2016
Il sindaco pentastellato festeggia con il quartiere Fornaci, vincitore del Palio dell’acqua 2016

La più ambiziosa delle proposte che abbiamo è portare a Castelfidardo la connessione in fibra ottica. In un primo momento sarà attivata in Comune, poi con le aziende cercheremo di organizzare la consulta per le imprese, che era stata bloccata dalla precedente amministrazione. Puntiamo fortemente sulla fibra perché pensiamo che tra cinque anni sarà determinante avere questo tipo di infrastruttura per consentire alle aziende di essere competitive.

Altro progetto è quello di migliorare il settore dei rifiuti. A dicembre ha cominciato ad essere operativa la nuova azienda Rieco, che si occupa appunto della raccolta del rifiuti. Questo ci ha permesso di abbassare la tariffa prevista per questo settore, ma alcune mancanze e lamentele dei cittadini, ci induce ad intervenire per migliorare il servizio.”

Grazie sindaco Ascani e buon lavoro!

La composizione della Giunta Comunale

ROBERTO ASCANI – Sindaco. Deleghe: Urbanistica, Lavori Pubblici, Sport, Personale

sindaco@comune.castelfidardo.an.it

ANDREA MARCONI – Vice Sindaco. Deleghe: Servizi Sociali  e  Sanità

andreamarconi@comune.castelfidardo.an.it

ROMINA CALVANI – Assessore Ambiente, Attività Economiche, Trasporti e Viabilità

rominacalvani@comune.castelfidardo.an.it

RUBEN CITTADINI –  Assessore Turismo, Cultura, Politiche Giovanili e Pari Opportunità

rubencittadini@comune.castelfidardo.an.it

SERGIO FORIA – Assessore Bilancio, Rapporti con Enti e Società Partecipate

sergioforia@comune.castelfidardo.an.it

ILENIA PELATI –  Assessore Pubblica Istruzione, Polizia Locale e Protezione Civile

ileniapelati@comune.castelfidardo.an.it

 

 

 

 

 

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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