M5s Camerano: bilancio ingessato

Camerano. L’approvazione del bilancio di previsione triennale da parte della lista di maggioranza Insieme per Camerano guidata dal sindaco Annalisa Del Bello, ha ottenuto un accoglimento affatto positivo da parte delle minoranze.

Dopo l’alzata di scudi di Operazione Futuro, che attraverso la voce del suo capogruppo Lorenzo Rabini ha bocciato il progetto d’accoglienza dei profughi extracomunitari; dopo le critiche pesanti di Riccardo Picciafuoco di Vivi Camerano che ha definito il bilancio triennale una serie di: « documenti vuoti e privi di una programmazione seria e innovativa», è ora la volta del Movimento 5 stelle del capogruppo Stefano Defendi.

Stefano Defendi, consigliere del Movimento 5 stelle
Stefano Defendi, capogruppo e consigliere del Movimento 5 stelle

Corriere del Conero, in linea con quanto fatto con gli altri gruppi, riceve il comunicato dei penta stellati e lo pubblica integralmente.

«Bilancio ingessato. Potremmo indicare con queste due parole il senso del Consiglio Comunale che si è svolto giovedì 16 Marzo dove si è approvato il bilancio di previsione 2017-2019. Un bilancio sano ma senza alcun dubbio  poco coraggioso e innovatore, senza entusiasmo e senza ideali.

Un bilancio dove non abbiamo visto una visione futura di sviluppo del paese; chiamiamola ordinaria amministrazione che tutto tiene e niente dà. Ok con riserva per le opere pubbliche, anche se certe sono scomparse e altre sono subentrate rispetto al vostro programma per le elezioni comunali.

Ma é un ok che noi diamo in quanto, certe opere, sono di estrema urgenza. Altre hanno ottenuto una tempestiva accelerazione che noi non condividiamo in quanto crediamo nella priorità della sicurezza.

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Non abbiamo visto un concreto programma di rivalutazione del centro storico, perché prevedere solo 5.000 euro nel 2017 per sistemare le facciate del centro ci sembra, personalmente, un po’ pochino!!

Per non parlare dello sviluppo economico, dove non vediamo idee, studi, indirizzi per una eventuale crescita. Cosa vogliamo incrementare in questo paese? Il settore primario, quello secondario o terziario? Dove si sta dirigendo, che attività dobbiamo sviluppare, che incentivi vengono proposti? Niente, tutto fermo!

No, non abbiamo visto una visione a lungo termine del paese, ma una visione statica.

Per noi un bilancio, oltre ai freddi numeri di entrata e uscita, rappresenta l’impronta che una amministrazione intende dare alla comunità e al suo territorio. Tutti gli assessori si sono prodigati in lunghi interventi per illustrare il loro programma o, per meglio dire, Illustrare gli  spazi finanziari che sono stati loro concessi nel bilancio.

Non ci hanno convinto! Tantissime iniziative! Li vedremo alla prova dei fatti.

Ci saremmo aspettati più coraggio, più  visione futura ma, soprattutto, una condivisione crescente con il paese: quel bilancio partecipato  tanto declamato ma, a quanto sembra, archiviato!!

Noi sappiamo benissimo che fare delle scelte nella cosa pubblica comporta delle grandi responsabilità.

Noi sappiamo benissimo che ci sono dei vincoli di bilancio da rispettare che INGESSANO la spesa pubblica. Ma sappiamo anche che esistono degli spazi di spesa che possono essere investiti. Le osservazioni sono state molte, come pure le critiche. Ma, il giustificarsi dietro il poco tempo dall’inizio della legislatura per raggirare le stesse, ci ha davvero stupito: vi ricordiamo che molti di voi non sono al primo mandato anzi, hanno ricoperto degli assessorati di un certo spessore nella precedente amministrazione!

Forse che nel mandato scorso non vi era permesso di fare niente?

Vi ricordiamo che siamo noi gli inesperti.
Inesperti che sanno ascoltare molto attentamente!!»

 

Movimento 5 Stelle Camerano – Stefano Defendi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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