Il Movimento 5 stelle sulla scuola materna Ceci

Indagine pentastellata sulla vulnerabilità sismica degli edifici pubblici

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Camerano. Ed eccoci alla terza e ultima puntata della nostra piccola inchiesta sulla verifica della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici a Camerano. Ci occuperemo quindi della
Scuola materna “Ceci” di Via Scandalli.

La scelta di occuparci di un solo edificio, anziché una panoramica su tutti, è dovuta al fatto che, per comprendere bene la situazione, bisogna indagare a fondo e quindi ci siamo concentrati su quello che secondo noi è il più problematico edificio scolastico di Camerano.

Lo stesso è stato ultimato nel 1980 come Scuola elementare ma, dal 2003, ospita la scuola materna “Ceci” che si compone di due sezioni di circa di 25/30 alunni oltre il corpo docente e non docente.
La scuola ha una struttura in cemento armato ed è stata costruita in adiacenza ad un’area in frana, codificata a rischio molto elevato “R4” (il più elevato rilevato sul territorio del Comune di Camerano).

La scuola materna statale Ceci, oggetto dell'indagine sulla vulnerabilità sismica prodotta dal movimento 5 stelle di Camerano
La scuola materna statale Ceci, oggetto dell’indagine sulla vulnerabilità sismica prodotta dal movimento 5 stelle di Camerano

L’edificio che ospita la scuola materna Ceci è stato sottoposto, nel 2011, alla “Verifica di Vulnerabilità Sismica” ai sensi dell’art. 2, comma 3 dell’O.P.C.P. n. 3274/2003. La verifica effettuata, che ha comportato anche prelievi e verifiche dei materiale con la quale è stata costruita la scuola, ha riportato un’altissima vulnerabilità sismica, diciamo da codice rosso.

il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 04/11/2010 in merito alla “Gestione degli esiti delle verifiche sismiche” ha chiarito che non sussiste l’obbligo immediato di intervento, ma sussiste invece l’obbligo di verifica e l’obbligo di programmazione degli interventi stessi e le Amministrazioni Pubbliche ne devono tener conto nella redazione dei piani triennali ed annuali dei Lavori Pubblici.

Ma dal 2011 fino ad oggi non c’è mai stata nessuna programmazione di un qualsivoglia intervento della Scuola materna “Ceci” nel Programma triennale delle Opere Pubbliche. Neanche in quello recentemente adottato inerente il triennio 2017-2019.
A nostro giudizio l’ Amministrazione Comunale è tutt’ora inadempiente per l’inottemperanza di obblighi normativi relativi all’obbligo di programmazione.

Quello che invece questa Amministrazione ha fatto dal 2011 ad oggi è ben noto a tutti….
Ovvero perdere il finanziamento richiesto di oltre 500mila euro per aver partecipato al bando regionale senza un progetto credibile, oppure pasticciando con le schede trasmesse al MIUR, comunicando che la scuola ora ha bisogno solo di una manutenzione straordinaria e non di un adeguamento sismico.

A cavallo del 2015/2016 esplode infatti il cosiddetto “caso MIUR”, ovvero la pubblicazione sul sito del Ministero dell’Istruzione che si occupa di edifici scolastici, di una scheda, relativa alla materna Ceci, redatta dai tecnici del Comune di Camerano che indicava come lavori da fare interventi strutturali sugli elementi portanti dell’edificio scolastico.

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Dopo la preoccupazione dei genitori e della Direttrice Didattica, nei primi giorni del 2016 il Sindaco Piergiacomi prima scrive una lettera e poi convoca un incontro con il Consiglio d’Istituto per spiegare che quella scheda non era veritiera, che i lavori da fare erano di semplice manutenzione e che i tecnici si erano sbagliati.

Ovviamente dimentica di far vedere ai genitori e al Consiglio di Istituto la relazione che aveva nel cassetto da 5 anni e che diceva ben altro! Gioca tutto in difesa come in una surreale commedia degli equivoci, dove tutti hanno capito la situazione ma per buona pace dei genitori e dei docenti, la situazione viene sottovalutata e addirittura negata.

Ma oggi, dopo il recente terremoto, qualche coscienza si è risvegliata.
Ora fra le righe riemerge un brandello di verità: il 10 ottobre viene pubblicata sul sito del Comune di Camerano la Determinazione del Responsabile dell’Ufficio Tecnico n. 331/2016 dove si affidano incarichi professionali per la progettazione dell’ adeguamento sismico della scuola materna Ceci.

“Allora, caro ex sindaco Piergiacomi, l’Ufficio Tecnico non si era sbagliato. E se non si erano sbagliati loro, allora ti sbagliavi tu!”

 

Movimento 5 Stelle Camerano


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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