Forza Nuova: “No ai profughi a Camerano”

Nella notte spunta in città uno striscione di protesta

Camerano – Non si placano le proteste contro l’accoglienza dei migranti. Una vicenda iniziata nei primi giorni di settembre e tuttora in essere. Oggi si registra una nuova iniziativa che, dalle premesse, sembra destinata a durare nel tempo. I militanti di Forza Nuova hanno attaccato nella notte in città uno striscione che riporta la scritta: “Prima i profughi italiani”, in segno di protesta contro la scelta dell’Amministrazione comunale di portare all’interno di questo Comune una dozzina circa di “sedicenti profughi”, come da loro stessi definiti.

Camerano – Lo striscione appeso in città per mano dei militanti di Forza Nuova

Con questa azione, i militanti vogliono anche contestare i prossimi due incontri con la cittadinanza che l’Amministrazione ha organizzato per giovedì 26 e martedì 31 ottobre, sul tema:”Sprar, costruire l’accoglienza”.

Forza Nuova, in un comunicato inviato al giornale, fa sapere che: «è contraria all’accoglienza diffusa perché è un dovere aiutare per prima cosa i nostri connazionali in difficoltà, un obbligo morale per le Istituzioni verso il nostro popolo vessato da crisi ed ingiustizie».

Andrea Tarsi, coordinatore provinciale del movimento nazionalista Forza Nuova

Attraverso il suo coordinatore provinciale Andrea Tarsi, FN fa sapere che: «Nelle prossime settimane promuoveremo iniziative di sensibilizzazione per aiutare le famiglie italiane di Camerano, e per evidenziare come dietro a questa accoglienza non si nasconda altro che un grande business».

Domani sera, nella Sala Convegni del Palazzo comunale di Camerano si terrà la prima delle due serate del convegno organizzato per spiegare l’accoglienza.
Intervengono:
Vice-Prefetto e Capo di Gabinetto della Prefettura di Ancona
Dott.ssa Simona Calcagnini
Presidente ASP Ambito 9 di Jesi                                                                                                                  Dott. Franco Pesaresi
Sindaco di Senigallia – Presidente ANCI Marche
Dott. Maurizio Mangialardi

C’è da augurarsi che tutto possa avvenire all’insegna del buon senso, del rispetto delle parti e delle opinioni. Democrazia è anche questo.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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