Dura poco a Camerano il confronto pubblico dei tre candidati Sindaco

Un malore della Ippoliti, che si alza e se ne va, interrompe a metà il consesso preelettorale organizzato da Azione Cattolica e Acli

Camerano, 25 settembre 2021 – C’era il pubblico delle grandi occasioni ieri sera nell’area antistante il PalaPrincipi, intervenuto numeroso per assistere al confronto fra i tre candidati sindaci: Giorgio Giostra (Camerano è ora), Marinella Ippoliti (NuovaMente Camerano), Oriano Mercante (Camerano Unita).

Pubblico soddisfatto, o deluso, a seconda dei punti vista, dal momento che il consesso si è consumato solo a metà causa una improvvisa indisposizione della Ippoliti che, dopo aver risposto con gran fatica alle prime tre domande, ha dovuto abbandonare: «Mi scuso ma proprio non ce la faccio. Mi sono imbottita di farmaci ed evidentemente stanno finendo di fare effetto – ha detto poco prima di alzarsi e andarsene – Mi spiace davvero perché ci tenevo proprio ad esporvi le nostre linee programmatiche».

A organizzare la serata Azione Cattolica e Acli di Camerano. Moderatore l’avvocato Massimiliano Bossio membro nazionale di Azione Cattolica e già presidente di Azione Cattolica diocesi Ancona Osimo. Un’apertura di serata, la loro, che ha fatto storcere il naso a qualcuno dei presenti: “che c’entra Azione Cattolica con la politica?”, si sono domandati in diversi. Ignari, probabilmente, di quell’antica voce di popolo che recita: “A Camerano è la Chiesa che decide le azioni della politica locale”.

Semplici le regole della serata: sei domande, uguali per tutti e tre i candidati, che a rotazione avevano tre minuti a testa per rispondere. Proviamo a riassumere brevemente.

La prima, scontata: Perché ha deciso di candidarsi? Mercante: “Mi è stato chiesto, esattamente il 7 luglio. Ho riflettuto una ventina di giorni e dopo aver consultato e valutato il programma ho accettato”. Ippoliti: “Anch’io sono stata chiamata come Oriano, ma eviterei di dare una risposta. È una scelta molto personale, da non prendere a cuor leggero. La volontà è quella di mettermi al servizio del paese”. Giostra: “Io non ho avuto l’invito da nessuno. Mi sono candidato da solo, e l’ho fatto perché questo paese sta boccheggiando”.

Seconda domanda: Politiche giovanili/culturali: cosa potrebbe offrire la città di Camerano ai giovani, tra sicurezza, cultura e aggregazione? Ippoliti: “Manca il senso di comunità. Dobbiamo dare loro delle opportunità, una solidarietà verso una comunità che non c’è più”. Giostra:Qui ci vorrebbero più di tre minuti. Camerano dovrebbe offrire ai giovani aggregazione attraverso la scuola, la famiglia, la comunità. Noto un netto distacco tra Amministrazione e giovani. Ha chiuso il Bar Bosco, vorrei sapere se l’Amministrazione ha fatto qualcosa per farlo riaprire”. Mercante:Quand’ero giovane a Camerano c’erano due cinema, hanno chiuso. Ma hanno chiuso cinema dappertutto. I giovani vogliono stare insieme, raggrupparsi. I tempi sono cambiati, Camerano non potrà essere più come una volta. Credo che la strada giusta sia lo sport. Bisogna far rinascere la Consulta giovanile. Mancano spazi studio”.

Terza domanda: Quali opere pubbliche sono necessarie nel breve e lungo periodo a Camerano? Giostra:Intanto vanno smaltite tutte le porcherie esistenti, come l’amianto al Guasto. Vorrei, se fosse possibile, che si riaprisse la Santa Infanzia”. Mercante: “Nel breve termine la ristrutturazione del Teatro Maratti in quanto simbolo. La ristrutturazione dell’area ex Lubo in Via Pacinotti. Una costante manutenzione del verde pubblico. E questo non nel primo anno ma nel primo mese. Nel lungo periodo, fare una revisione del Piano regolatore e attuarla, porterà ulteriore sviluppo al paese”. Ippoliti (si scusa perché non si sente bene e non sa se riuscirà a proseguire il confronto). “Bisognerà mettere mano da subito alla realtà della Croce Gialla. Dare una risposta alla necessità di spazi per fare sport. Aprire una consultazione diretta con i cittadini perché sono tante le cose da fare mai affrontate. Mi scuso, ma non ce la faccio a proseguire”.

A questo punto il moderatore, che ha capito come sia impossibile continuare il confronto a tre, chiede un ulteriore sforzo alla Ippoliti e l’invita, prima di andarsene, ad elencare i tre punti cardine di governo.

Ippoliti: “Rivedere i ruoli all’interno del Palazzo comunale e le procedure per accedere a certi servizi; valorizzare le risorse umane e produttive presenti a Camerano; creare sinergie, non possiamo lavorare isolati, dobbiamo aprirci ai paesi vicini”.

Giostra: “Il primo punto è il turismo. Camerano non si è mai arreso di fronte a niente. Sviluppare le Grotte, scavare nuove tombe a San Giovanni e dotarle di scheletri perché sono cose che piacciono ai turisti, valorizzare la storia de La Fontanina”.

Mercante: “Camerano non parte da zero. Ha un tessuto economico importante, servizi nel sociale all’avanguardia, scuole a norma e antisismiche. I tre punti: efficientamento della macchina comunale; sviluppo economico compatibile con l’ambiente; inclusione, nessuno deve restare indietro”.

Con l’abbandono della Ippoliti il confronto termina qui. Restano fuori due domande che non avranno risposte: 1) come immagina urbanisticamente la Camerano del futuro? 2) conciliabilità ambiente, sociale, lavoro: come può il “cameranese” tornare ad innamorarsi della sua città? Un delicato equilibrio tra tessuto sociale, ecologia e lavoro.

Peccato, avremmo ascoltato con interesse le risposte a questi due quesiti di peso. A questo punto, sul piano prettamente giornalistico, si dovrebbero tirare le somme sul confronto. Provare a dire chi ne è uscito bene e chi male, stilare una classifica a punti come nella boxe, valutare la capacità di esporre i temi dei tre candidati, pesare i contenuti delle risposte. Niente di tutto questo. Chi c’era valuterà da sé; chi leggerà questo resoconto, altrettanto. Nella speranza che la Ippoliti si rimetta quanto prima, di fronte alla salute non può esserci agone politico.

Intanto, questa sera alle 18 il candidato sindaco Giorgio Giostra terrà un comizio in Piazza Roma. “Sarà un comizio duro”, ha anticipato. Vedremo.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Come cambia l’informazione al tempo dei social

La capacità delle Amministrazioni comunali di trasmettere il proprio operato


Camerano, 16 maggio 2022 – È fuori da ogni dubbio o discussione: l’avvento dei social ha letteralmente stravolto il mondo della comunicazione, il modo di fare informazione e dare le notizie. A volte migliorando le cose, a volte peggiorandole in modo inaccettabile e, spesso, dannoso.

L’avvento del web, e di piattaforme come Facebook, Tik Tok, Twitter, WhatsApp, Telegram, ha aperto spazi infiniti e fatto crollare muri dell’incomunicabilità prima inaccessibili. Ma, se da un verso ha messo in comunicazione fra loro gli individui di tre quarti del mondo, da un altro ha concesso diritto di parola e di replica anche agli imbecilli che, considerati certi interventi visti su Facebook, prolificano a tutte le latitudini dell’emisfero. Umberto Eco docet, quando affermò: «I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli». Era il giugno del 2015.

La sua affermazione, oggi, è stata ampiamente dimostrata. Nel campo della comunicazione, che andrebbe trattata con molta delicatezza, ci si sente tutti giornalisti. Tanti, troppi i novelli Indro Montanelli o Enzo Biagi che sia, pronti a dare per primi lo scoop giornaliero di quanto accaduto sotto casa, o al vicino di pianerottolo, o in piazza, o dall’altro capo del mondo, con il risultato di spargere spazzatura a destra e a manca. Tanti, troppi quelli che riprendono dai social una news e, convinti d’essere gli unici, la fanno rimbalzare qua e là aggiungendo – o togliendo – qualche contenuto. Tanti, troppi quelli che gli danno seguito, non verificano le fonti e contribuiscono ad allagare l’oceano delle fake news.

Poi, ci sono gli Enti pubblici, i Comuni che, come diretta conseguenza dell’avvento dei social, sono stati costretti a dotarsi di Uffici stampa per soddisfare con comunicati giornalieri le bocche fameliche delle miriadi di testate giornalistiche (tra cui la nostra), nate grazie alla facilità di comunicare attraverso i social. Oggi, un Ufficio stampa non si nega a nessuno, ce l’hanno quasi tutti, anche quelle piccole realtà che un tempo non se lo sognavano neppure lontanamente. Anche se, spesso, a gestire un Ufficio stampa non sono giornalisti iscritti all’Ordine ma figure che l’Ordine dei giornalisti non sa neppure dove sia.

E veniamo alle dolenti note. Mica tutti i Comuni si sono attrezzati seguendo le regole e la legge; addirittura, alcuni Comuni non si sono attrezzati affatto. In alcuni Comuni il Sindaco, vuoi per risparmiare, vuoi perché si considera la reincarnazione di San Francesco di Sales, vuoi perché di comunicare quel che fa non gli interessa affatto (un modo comodo comodo per farsi gli affari propri), l’Ufficio stampa se lo fa da sé. Quando comunica.

Corriere del Conero da sei anni ormai informa i propri lettori attraverso sei pagine dedicate ad altrettanti Comuni: Camerano, Castelfidardo, Loreto, Osimo, Numana, Sirolo; più una settima pagina, chiamata Dal Mondo, dove finiscono tutte le altre notizie che arrivano da Ancona e dalle altre quattro province marchigiane. La nostra è un’informazione a carattere regionale anche se, grazie al web, siamo letti in tutto il mondo.

In questi sei anni abbiamo collaborato – a volte scontrandoci – con questi Comuni e i rispettivi Sindaci. Non tutti sono attrezzati come dovrebbero nel comunicare ai giornali il proprio operato. Ma va detto che comunque la figura del Sindaco è quella che la fa da padrone, nel bene e nel male. C’è Sindaco e Sindaco, c’è chi esagera e chi se ne frega, c’è chi favorisce una testata a scapito di un’altra, c’è chi informa il meno possibile e chi ti sommerge di comunicati ma nel modo sbagliato. Ecco, di seguito, una nostra personale classifica stilata in base alla nostra esperienza e riferita ai Comuni che informiamo.

posizione

Comune

motivazione
1OSIMOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Alcuni comunicati arrivano dalla segreteria del Sindaco; altri dal gruppo consiliare del PD; moltissimi dal sindaco Pugnaloni in persona che elogiamo per la sua puntualità, l’ampiezza dell’informazione e la completezza dei comunicati quasi sempre corredati da foto. Merita ampiamente il primo posto anche grazie al fatto che Pugnaloni ha creato una chat riservata ai soli giornalisti.
2CASTELFIDARDOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Ha una persona che cura l’Ufficio stampa e puntualmente contatta i giornali attraverso Telegram. I suoi comunicati sono ampi, corredati da foto e informano su tutto lo scibile del Comune e anche qualcosa in più.
3ANCONAHa un sito web ufficiale e più di una pagina social. Ha un Ufficio stampa che impiega diversi giornalisti professionisti, strano trovare un Capoluogo di regione al terzo posto. La sua comunicazione verso le testate giornalistiche è la più ampia in assoluto. Peccato che, nonostante in redazione arrivino quotidianamente montagne di comunicati, questi spesso sono privi di fotografie e, dunque, impubblicabili per una testata online come la nostra. Con la forza lavoro che ha, potrebbe fare molto di più. Problema segnalato più volte.
4SIROLOHa un sito web ufficiale che potrebbe essere migliorato e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Insieme a Numana è il Comune con meno residenti (Sirolo, 4mila e rotti; Numana 3.700 e rotti). La comunicazione ai giornali la fa quasi esclusivamente il sindaco Filippo Moschella, spesso rubando tempo al suo tempo libero. Nonostante ciò, da quando in Comune c’è lui la comunicazione da e su Sirolo è migliorata parecchio.
5NUMANAHa un sito web ufficiale e uno per il turismo e una pagina social. Ha un Ufficio stampa curato da una persona. Anni addietro la comunicazione con le testate giornalistiche locali era continuativa, tanto che Numana ricopriva posizioni di vertice nella ns. classifica. Da un paio d’anni a questa parte la comunicazione, molto ricca, si è concentrata sulla stagione turistica estiva, lasciando piuttosto scoperto il resto dell’anno. Peccato!
6LORETOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Almeno, a noi non risulta: non riceviamo comunicati da questo Comune da almeno un anno. Abbiamo contattato per questo il sindaco Moreno Pieroni che si è detto sorpreso e che avrebbe provveduto. Ad oggi, non ha provveduto affatto. La sua comunicazione, tutta personale, per quel che ne sappiamo l’affida ad un videomessaggio che pubblica settimanalmente, tutti i lunedì, sulla pagina social del Comune.
7CAMERANOHa un sito web ufficiale e una pagina social. Non ha un Ufficio stampa. Spiace vedere Camerano all’ultimo posto, ma tant’è, nonostante qui abbia sede la nostra testata. All’inizio del suo mandato il sindaco Oriano Mercante, contattato telefonicamente dal giornale per approfondire un tema, rispose che lui per telefono non rilasciava dichiarazioni, e che avrebbe risposto con i comunicati stampa. Sono passati sette mesi ma di comunicati a firma del Sindaco non ne abbiamo mai ricevuti. Nulla è cambiato, tra l’altro, rispetto all’Amministrazione precedente. Alla ns. redazione manca tantissimo l’assessore Costantino Renato, puntualissimo e molto professionale nei comunicati alle testate giornalistiche.

 

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