Chiacchierata a ruota libera con Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano

L’INTERVISTA

Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano da 100 giorni, intervistata dal nostro direttore Paolo Fileni
Annalisa Del Bello, sindaco di Camerano da 100 giorni, intervistata dal nostro direttore Paolo Fileni

Cordiale, disponibile e innamorata. Questi, giusto per costringere in sole tre parole il personaggio, gli aggettivi suggeriti dall’incontro con il sindaco di Camerano, signora Annalisa Del Bello.

Cordiale, per il suo stile discorsivo; disponibile, per non sottrarsi a nessun tema; innamorata, perché si percepisce, e si vede lontano un miglio, quanto ami il suo paese. Perché lei qui c’è nata, il 13 luglio 1970, e cresciuta, vivendo in loco tutti gli step: tradizioni, studi, lavoro, sport, associazionismo, parrocchia. Una: “Cameranese doc”, dunque, come lei stessa ama definirsi. Ragioniera, sposata da 21 anni, tre figli: Camilla, 19, Alessandro, 13, Andrea, 8, la Del Bello non è certo una novizia del governo locale. Ex vice sindaco nella passata amministrazione, e per due mandati con delega al bilancio, più che un insediamento la sua è stata una promozione alla carica di prima cittadina.

Senza premeditazione, l’intervista cade esattamente dopo i primi cento giorni d’insediamento, e allora la prima domanda è scontata. Che ha fatto, sindaco, in questi tre mesi?

«Ho portato avanti alcuni progetti della passata amministrazione: le asfaltature, i lavori nel Palazzo comunale, la sistemazione del muro di contenimento al monumento ai caduti. Oltre all’organizzazione degli eventi estivi che caratterizzano la nostra realtà: il patrono, il rosso conero, croce gialla. Oltre a quelle incombenze di ordinaria amministrazione che – come ha scritto qualcuno – non significa pagare le bollette. Intendo, parlare con i cittadini, ascoltare i loro problemi, quelli delle aziende, affrontare casi sociali».

Come mai la sua lista, Insieme per Camerano, gestita praticamente dal Pd, non si è presentata con quel simbolo ma come compagine civica?

«Non è vero che è gestita dal Pd, la nostra è a tutti gli effetti una lista civica. Al suo interno compaiono diversi nomi di persone non iscritte a quel partito».

Può spiegarci i motivi che hanno indotto l’ex sindaco Piergiacomi a non ricandidarsi per un secondo mandato, come fanno praticamente tutti?

«È stata una sua libera scelta. Chi vive questa esperienza come servizio è libero di decidere se continuare  o meno».

Voci di corridoio parlano di scelta obbligata dall’alto; di riunioni infuocate, di incapacità a sostenere il ruolo da parte di un Piergiacomi troppo disponibile e con poca spina dorsale ma, poiché il giornale non è in grado di sostenere queste voci, le lasciamo ai soliti detrattori.

del-bello-annalisa-sindaco (foto di Laura Randeni)

 

Sindaco, quanti dipendenti ha il Comune di Camerano?

«In tutto quarantasette, compresi vigili e personale esterno».

A quanto ammontano i loro stipendi?

«Circa un milione e 800 mila euro l’anno».

Qual è il bilancio del nostro Comune?

«Circa cinque milioni di euro».

Dunque, quasi il 40 per cento delle entrate comunali vengono spese in stipendi.

Quali sono gli atti più impegnativi che si trova ad affrontare?

«Mah, sono comunque impegni amministrativi quotidiani… La programmazione degli investimenti, direi… stiamo affrontando la programmazione del prossimo triennio… le risorse sono scarse, e quelle che ci sono vanno spese nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. Occorre fare scelte oculate ma che rispondano alle esigenze della cittadinanza. Abbiamo consapevolezza delle scelte da operare, delle tante necessità, ma bisogna mediarle con la nostra capacità di spesa».

Come siamo messi a livello di occupazione, quali le criticità?

«La perdurante situazione di crisi ha prodotto alcune difficoltà in alcune grosse aziende, penso alla Gatto che mi risulta essere in concordato, alla Bontempi… Altre situazioni si sono risolte positivamente: dalle ceneri di qualche azienda sono sorte cooperative, ad esempio. Il cameranese è laborioso. Il Comune può fare da mediatore a volte, ma non abbiamo grosse capacità d’intervento mirate a soluzioni definitive. Vorrei però ricordare anche quelle aziende, come la Roccheggiani, Cantori, Defendi, che vanno bene e sono un vanto per il paese».

Artigiani e piccoli imprenditori?

«Abbiamo alcuni artigiani di qualità. Negli anni il Comune è andato loro incontro mettendo in campo delle agevolazioni. Ad esempio, abbiamo abbassato l’Imu a chi è proprietario dei locali dove si svolge l’attività. C’è da considerare anche la realtà dei produttori di vino, a cui noi crediamo molto. Non a caso, all’assessore alla Cultura Ilaria Fioretti ho delegato anche attività economiche e turismo mirate alla promozione del territorio. Tre comparti che vanno portati avanti insieme, secondo me, e che devono interagire l’uno con l’altro».

annalisa-del-bello-sindaco-camerano (foto di Laura Randeni)

 

Sindaco, che cosa l’ha spinta ad entrare in politica?

«Non arrivo dalla classica trafila di partito. Sono stata presa in prestito, se così possiamo dire, dal mondo delle associazioni. Ero capo scout, l’allora sindaco mi chiese di entrare in giunta come assessore al bilancio grazie alla mia esperienza quasi ventennale come ragioniera. Accettai per spirito di servizio, poi da cosa è nata cosa…»

Cosa significa, per lei, essere sindaco?

«Avere una grossa responsabilità. Ho detto ai miei figli: adesso, a maggior ragione, devo dare il buon esempio. Ogni mio comportamento deve essere retto, corretto e seguire un’etica e una morale integerrime. I miei concittadini, attraverso il mio comportamento, devono vedere un esempio di come si vive e come si amministra al meglio un paese (sospirone). Una grossa responsabilità!»


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Covid – Ok lo screening di massa a Osimo e Castelfidardo

Organizzazione perfetta e soliti denigratori


Camerano, 24 gennaio 2021 – Al PalaBaldinelli di Osimo e al PalaOlimpia di Castelfidardo (foto) sono in corso gli screening di massa gratuiti tramite tampone antigenico rapido che rientrano nel progetto Marche Sicure messo in atto dalla Regione.

Al PalaBaldinelli, da oggi e fino a martedì 26 gennaio, oltre agli osimani possono sottoporsi allo screening i residenti di Filottrano, Agugliano, Polverigi, Santa Maria Nuova e Offagna. Al PalaOlimpia, oggi e domani, i residenti di Castelfidardo, Camerano, Numana e Sirolo.

In un Paese dove tutto si complica e niente risulta efficiente quando si tratta di dare servizi alla popolazione, va detto che sia ad Osimo sia a Castelfidardo le procedure di screening stanno procedendo senza intoppi. Meglio, in entrambe le realtà l’organizzazione, lo staff medico, gli addetti, stanno producendo un lavoro d’eccellenza.

Nonostante la massiccia adesione, e nonostante il giorno di pioggia, tutto risulta ben organizzato, non ci sono file d’attesa, il personale addetto allo screening risulta gentile, altamente professionale, con una particolare disponibilità nei confronti di anziani e bambini. E per capire quanto ciò sia rispondente alla realtà basta andare su Facebook e leggersi le centinaia di apprezzamenti, ringraziamenti e complimenti postati da altrettanti cittadini che si sono sottoposti al test.

In linea di principio, ma bisognerà aspettare il termine dello screening per avere un dato certo e attendibile, la percentuale di positivi che sta uscendo dai test si aggira intorno all’uno per mille a Castelfidardo, qualche virgola in più ad Osimo ma lo scostamento è minimo.

Particolarmente soddisfatti di questo andamento i due sindaci, Simone Pugnaloni e Roberto Ascani, che oltre ad averci messo del proprio nell’organizzazione non perdono occasione per ringraziare tutti gli artefici di questo bell’esempio di efficienza. Un’esperienza cui plaudire senza se e senza ma, che sarà propedeutica alla fase successiva della vaccinazione per tutti. Un esempio di come sia possibile far bene le cose quando il sindaco è valido e ci crede, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Eppure, nonostante tutto ciò, sui social c’è chi proprio non ce la fa a dare a Cesare quel che è di Cesare, a riconoscere all’avversario politico un successo, una capacità. Come nel caso di un nostro lettore che sotto l’articolo di presentazione dello screening ad Osimo ha postato: “Una bella pubblicità per il PD osimano”.

Non citerò il nome del lettore, non ne vale la pena. E dirò anche – ma lui lo sa – che Pugnaloni non raccoglie il massimo delle mie simpatie giornalistiche, ma questa è un’altra storia. In questa storia dello screening di massa, invece, riconosco al sindaco Simone Pugnaloni un gran lavoro al servizio della sua comunità e di quelle degli altri Comuni che sta ospitando al PalaBaldinelli. E sono convinto che neppure per un attimo, mentre si dava da fare per organizzarlo, abbia pensato alla sua appartenenza politica. E lo stesso vale per Roberto Ascani. Grazie sindaci!

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