M5s al sindaco: i 440mila euro destinati al calcio, usateli per l’asilo Ceci

Nel plesso di Via Mengarelli riscontrati problemi strutturali post sisma per un ammontare di 470mila euro

Camerano – Il M5s locale, attraverso un comunicato stampa inviato al giornale, entra nel merito delle problematiche del dopo sisma che hanno colpito alcune strutture ed immobili comunali. Tra queste, c’è l’asilo Ceci che pare interessato ad un intervento di ristrutturazione importante, per una spesa che dovrebbe aggirarsi intorno ai 470mila euro.

Lo pubblichiamo integralmente.

logo-5-stelle-camerano 

Meglio tardi che mai…
Antico proverbio italico

Abbiamo letto con viva emozione il plateale annuncio della Sindaca Del Bello sulla stampa di qualche giorno fa riguardo ai lavori che verranno fatti nel plesso di via Mengarelli che ospita l’Asilo Ceci.

Siamo ben lieti di sapere che quello che dicevamo qualche mese fa, all’indomani delle scosse, si sia rivelato vero, ovvero che quel plesso scolastico aveva (ed ha !) gravi problemi strutturali, tanto da prevedere lavori per 470mila euro.

Allora fummo accusati di essere dei portasfortuna, di non conoscere la situazione, di saper fare solo confusione e altre amenità simili dai grandi strateghi e scienziati del PD e dagli ascari variegati che parlano e scrivono senza sapere di cosa.

Oggi, dopo sei mesi, la Giunta targata PD se ne esce sui giornali con titoli cubitali solo per aver chiesto un preventivo per sapere quanto costeranno i lavori.

Si, esatto, un semplice preventivo.

La scuola materna statale Ceci, oggetto dell'indagine sulla vulnerabilità sismica prodotta dal movimento 5 stelle di Camerano
La scuola materna statale Ceci

Perché di questo si tratta anche se viene chiamato in maniera altisonante: “ Approvazione Progetto preliminare lavori adeguamento sismico scuola materna Ceci”.
Si va da un ditta specializzata e si chiede un preventivo dei lavori. Fine.

Anche perché di quest’opera non c’è traccia sia nel DUP che nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche del Comune di Camerano approvato recentemente.
Non riusciamo a capire quando vorranno fare i lavori, visto che almeno per i prossimi tre anni non se ne parla.

Ma siamo sorpresi dagli annunci soprattutto perché l’opera non è finanziata !! Cioè non hanno messo i soldi, neanche un euro per fare i lavori !!!

È già tutto scritto chiaramente nella delibera, tanto che specificano che la stessa non evidenzia riflessi diretti e indiretti sulla situazione economico-finanziaria del Comune.
Pertanto non necessita del parere del responsabile delle finanze che infatti non lo mette perché non c’è nessuna spesa da sostenere!

Nel miglior stile renziano: si fa un annuncio, conferenza stampa, titoli sui giornali e poi ci si dimentica di metterci i soldi. Tutto già visto.

Intanto che il Sindaco annuncia, i bambini continuano a stare in quella scuola… e il Comune prevede di spendere nel 2017 ben 440mila euro per lavori al campo sportivo.

Per noi la sicurezza dei bambini viene prima di tutto il resto, e quindi vi chiediamo di utilizzare quei soldi per i lavori al plesso Ceci.

Movimento 5 Stelle Camerano

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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