Camerano: le presenze in Consiglio comunale degli amministratori

La statistica calcolata da giugno 2016 a dicembre 2017

Dall’analisi delle presenze durante le deliberazioni in aula, del primo anno e mezzo di insediamento della nuova Amministrazione comunale (da giugno 2016 a dicembre 2017), emerge un’ottima partecipazione da parte di tutti i consiglieri considerando la presenza media di oltre il 95%, compresa tra il valore minimo del 62% a quello massimo del 100%.

I dati forniti dall’Urp (ufficio relazioni con il pubblico), dicono che fanno l’en plein, ossia il 100% di presenze nel periodo tra giugno 2016 e dicembre 2017, il sindaco Annalisa Del Bello, i consiglieri Pesaresi Sandra, Lorenzo Rabini e Lorenzo Ballarini. A seguire i consiglieri Marco Principi 99%, Costantino Renato 98%, Riccardo Picciafuoco 97%, Marianna Malatini 97%, Stefano Defendi 95%, Ilaria Fioretti 92%, Vittorio di Stazio 91%, Federico Pini 89%, Roberto Roldi 84%.

Camerano – Una seduta del Consiglio comunale al completo

In coda i consiglieri dimissionari Lucchetti (fino al 15/03/2017) e Volpini (fino al 22/09/2016) rispettivamente con 84% e 62%.

Dalla media delle presenze per singoli gruppi questi i dati: il gruppo “Insieme per Camerano” ha una media di partecipazione del 93% (9 consiglieri), a seguire “Camerano Operazione Futuro” 100% (1 consigliere), il “Movimento 5 Stelle” 95% (1 consigliere) e “Vivi Camerano” con il 91% (2 consiglieri).

Il resoconto annuale delle presenze verrà pubblicato annualmente sul sito istituzionale del Comune nell’apposito spazio online “Giunta e Consiglio”; dove sarà possibile visualizzare anche il dettaglio degli incarichi politici della Giunta e delle Commissioni, le delibere, i verbali del Consiglio Comunale e lo streaming delle sedute Consiliari.

Informazioni che servono a garantire trasparenza e a misurare il lavoro svolto dagli amministratori anche se, essendo dati meramente numerici, non considerano il gran numero di ore spese per la discussione di ogni delibera e, soprattutto, non prendono in considerazione il lavoro svolto fuori dall’aula e la complessità delle procedure amministrative per ogni singolo argomento.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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