Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Una striscia quotidiana di riflessione

BERLUSCONI E IL CU… BO DI RUBY

5 dicembre 2018 – Karima El Marhroug, conosciuta come Ruby, avrebbe ricevuto da Silvio Berlusconi “un pagamento di 5 milioni di euro eseguito tramite la banca Antigua Commercial Bank di Antigua su un conto presso una banca in Messico“. In particolare 2 milioni sarebbero stati dati all’ex compagno della ragazza, Luca Risso, mentre gli altri 3 “sono stati fatti transitare dal Messico a Dubai e sono esclusivamente di Ruby“.

A dichiararlo è l’avvocato Egidio Verzini, che 7 anni fa fu legale della giovane protagonista dello scandalo e dei successivi processi sulle cosiddette cene eleganti. Dichiarazioni alle quali risponde l’avvocato Niccolò Ghedini, legale del Cavaliere, citato da Verzini come il tramite dell’operazione, annunciando una querela: “Sono tutte falsità“.

Fin qui, una vicenda che conoscono tutti.

Ora, tra una fetta di pane burro & marmellata e un cappuccino consumati al bar, le domande sono tante. Così come le sghignazzate. Quanto è stato pagato Verzini, e da chi, per tirare fuori oggi simili dichiarazioni che lui giustifica per etica professionale e morale?

E ancora. Ma quanto dev’essere meraviglioso il cu… bo di Ruby per costare così tanti denari? E ancora. Ma con tutti i cu… bi che ci sono in giro, Cavaliere, doveva scegliere proprio quello della nipote di Mubarak? E giù risate… Non è certo edificante, Presidente, essere preso così per il cu… bo da mezzo mondo. E oltretutto costa un sacco di soldi!

Tornando seri. Da che mondo è mondo, i ricchi e potenti della terra hanno sempre fatto e disfatto sesso a pagamento (o no), con chi gli pareva. Sfruttando i soldi e la posizione. Popolari, al riguardo, certe telefonate fra Gianni Agnelli e Leopoldo Pirelli con il secondo che consiglia al primo – che non riesce a prendere sonno – “prova con una escort”. E il primo che gli risponde: “già fatto, ma non funziona!”

Possibile che i vari Emilio Fede e Lele Mora, nel procacciare carne giovane e fresca per le ‘cene eleganti’ del Cavaliere, non abbiano mai pensato all’utilizzo delle escort? Costano poco, sono serie professioniste e, terminata la cena, hanno la capacità di sparire senza lasciare traccia. È proprio vero: non esiste più lo stile e la riservatezza di una volta!


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

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