Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Una striscia quotidiana di riflessione

GIUDICE E CARNEFICE PER FUTILI MOTIVI

22 ottobre 2018 – Un uomo e suo figlio sono stati uccisi a Sesto Fiorentino (FI) da un vicino di casa. Arrestatol’omicida 53enne.

All’origine del duplice delitto ci sarebbero i rumori provocati dalle due vittime per i lavori di ristrutturazione di una casa colonica, che avrebbero infastidito l’omicida. La pistola usata era regolarmente denunciata. La vittima più anziana aveva 66 anni ed era un ingegnere di Trenitalia in pensione. Il figlio, 31 anni, era anche lui ingegnere, lavorava per un’azienda del settore aerospaziale del gruppo Leonardo-Finmeccanica.

Due vite spezzate da una follia omicida esplosa per futili motivi. Perché alla fine di questo si tratta, futili motivi. Certo, beghe tra vicini e litigi condominiali sono quasi all’ordine del giorno, ormai. Ma da qui a risolverla con un duplice omicidio ce ne corre. E non è la prima volta.

Il rischio di incappare in simili squilibri mentali è piuttosto elevato. Basta arrivare al posteggio del centro commerciale un secondo prima di chi già aveva adocchiato il posto libero; basta posteggiare l’auto di traverso nello spazio del condominio; basta usare il tagliaerba un quarto d’ora prima (o un quarto d’ora dopo) rispetto all’orario concesso dal regolamento dello stabile; basta non accorgersi di avere gli abbaglianti dell’auto accesi; basta guardare un attimo più del dovuto una bionda in minigonna che passa per strada, per scatenare l’ira di qualcuno e rischiare – quando va bene – una coltellata. (Fatti realmente accaduti e terminati con minacce violente e ferimenti).

Viviamo una vita stressante e piena d’insoddisfazioni, che ci porta ad essere violenti verso il prossimo, incapaci ad ammortizzare certe quotidianità seppur fastidiose. Una vita dove l’unico punto di vista equo è il nostro. Non puoi far valere le tue ragioni con una pistola, per il semplice motivo che una vita vale di più, molto di più del rumore prodotto da un martello pneumatico.

 


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

© riproduzione riservata


link dell'articolo