Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Una striscia quotidiana di riflessione

OSIMO, SIROLO, NUMANA PROVE TECNICHE DI RIELEZIONE

15 novembre 2018 – Ormai i giochi sono quasi fatti (si fa per dire). Nell’aprile 2019 si dovrebbe andare al voto per rinnovare sindaco e giunta nei Comuni di Osimo, Sirolo e Numana, che come Corriere del Conero seguiremo in prima linea. Cinque mesi ci separano da quella data, è vero, ma di fatto nelle tre cittadine la campagna elettorale è già iniziata.

Sirolo (4.000 abitanti) e Numana (3.700), sono due eccellenze del turismo marchigiano. Territorialmente sono praticamente attaccate, le abitazioni si fondono tra loro lungo la costa senza soluzione di continuità. Eppure, a livello gestionale, sono agli antipodi. Con il Parco del Conero a caratterizzarle, ad elevarle ma, nello stesso tempo, a dividerle.

Osimo (35.000 abitanti), dista dalle due circa una ventina di chilometri. Dopo Ancona, è il terzo Comune più popolato della provincia. E con le prime due non ha nulla da spartire.

Tre diverse realtà, seppur limitrofe. tre diversi sindaci, tre stili non confrontabili.

Osimo – sindaco Simone Pugnaloni, eletto in una lista formata da Unione di Centro, Partito Democratico, Sinistra: L’Altra Osimo con la Sinistra, Lista Civica: Energia Nuova. Ha già riconfermato la sua candidatura e, da quel momento, per lui son dolori. Sta cercando alleanze un po’ ovunque e dovrà vedersela con avversari agguerriti.

Sirolo – sindaco Moreno Misiti, eletto nella Lista Civica: Sirolo Nel Cuore. Anche per lui scontata la ricandidatura. Sembra però siano pochi i cittadini a volerlo. La dinastia Misiti governa Sirolo da tanto tempo e con piglio severo, si sussurra da più parti. E oltre il sussurro non si va per paura di rivalse non ben definite. Non sarà semplice per lui.

RETTIFICA: Chiedo scusa (dunque non cancello il passaggio perchè già letto da tanti), al sindaco Misiti: lui non potrà essere ricandidato perché ha già esaurito il secondo mandato. Staremo a vedere chi avrà l’onere e l’onore di sostituirlo.

Numana – sindaco Gianluigi Tombolini, eletto nella Lista Civica: Con I Numanesi C’è Futuro. Non c’è ancora la sua ricandidatura ufficiale ma è solo una mossa politico-strategica: sa benissimo che vincerà a mani basse contro chiunque e se la prende comoda. Amatissimo dai suoi concittadini, ha portato Numana ad uno splendore turistico mai vissuto prima. Non c’è partita per nessuno.

Apriamo il toto-sindaco? E a chi ci prenderà, smaltito il fiele, un brindisi targato Rosso Conero!


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di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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