Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Una striscia quotidiana di riflessione

PIÙ ANGELI CHE DEMONI

2 novembre 2018 – The day after Halloween, il giorno dopo… e per fortuna che è passato! Maghetti e magoni, streghette e stregone, vampiretti e vampirone – molte delle quali con calze a rete e spacchi vertiginosi che non c’azzeccano una fava (avrebbe detto Di Pietro), con Ognissanti – hanno avuto le loro 24 ore di palcoscenico per poi tornare nell’oblio per almeno 364 giorni.

E così il mondo è tornato in mano agli Angeli, che ne ha tanto bisogno. Perché gli Angeli esistono, sono in mezzo a noi in carne ed ossa, magari non gli vedi le ali ma respirano con noi ogni giorno. Sono giovanissimi e coraggiosi e hanno la forza e la volontà, ma pure la bellezza, di contrapporsi a quei demoni che pur provandoci ogni giorno alla fine risulteranno sconfitti.

È di due giorni fa la notizia dei demoni che al Floriani di Vimercate hanno tirato sedie addosso alla loro insegnante. È di ieri la notizia dei tantissimi Angeli che, spontaneamente e senza essere invocati, sono spuntati di prima mattina nelle aree disastrate dal maltempo in varie località della Penisola. Dalla Liguria al Veneto, dalla Valle d’Aosta al Lazio e anche più giù, giovani occupati e studenti dopo aver ripiegato le ali si sono presentati semplicemente “a dare una mano” a spalare fango, ammassare detriti, spostare barche acciaccate dalla furia del vento.

Sacrificando a quel semplice “dare una mano” la loro giornata di festa. Rinunciando a passarla con gli amici al cinema, o in un centro commerciale, o spaparanzati sul divano. E la mente torna a quel 4 novembre del 1966 quando straripò l’Arno e Firenze si ritrovò affogata nel fango. Fu lì che venne coniato il termine “Gli Angeli del fango”. rivolto a migliaia di studenti che da tutto il mondo arrivarono “a dare una mano” e contribuendo a salvare la città.

Li chiamiamo angeli, ma sono i nostri figli. E finché tireremo su figli così, il futuro del mondo ha una speranza e quelli di Vimercate saranno destinati a perdere su tutti i fronti!


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

© riproduzione riservata


link dell'articolo