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Scuola: le decisioni inascoltate del Governo Conte bis

Roma trova un compromesso: si riparte l’11 gennaio ma le Regioni fanno come gli pare: Veneto, Friuli e Marche riaprono l’1 febbraio

Camerano, 5 gennaio 2021 – Sulla riapertura delle scuole superiori, un miope e poco lucido  Governo Conte bis ieri sera ha litigato fino a notte fonda. Poi, alla fine, ha trovato un compromesso: anziché organizzare in modo corretto e sicuro il trasporto degli studenti si è accordato per spostare la ripartenza in presenza dal 7 all’11 gennaio. Una decisione talmente senza senso che si commenta da sé. Tanto che diversi Governatori, stufi della pochezza decisionale romana, hanno anticipato le scelte del Consiglio dei Ministri decidendo autonomamente altre date. Di fatto, disubbidendo al Governo.

Ieri, l’intera giornata sul tema della ripartenza delle scuole superiori è stata un susseguirsi di litigi, ricatti, prese di posizione fuori luogo che, con la scuola, avevano davvero poco a che fare. E questo mentre veniva ufficializzato che dal 25 gennaio (dalle ore 8 alle 20), prenderanno il via le iscrizioni online per l’anno scolastico 2021-22.

Ripercorriamo i fatti di ieri. Alle 9.30, in una dichiarazione ufficiale il ministro Azzolina ribadisce con forza: «La riapertura delle scuole avverrà il 7 gennaio. Se servono altre misure bisogna cercarle in altri settori».

Alle 13.30 il presidente del Veneto Luca Zaia firma un’ordinanza dove ribadisce: “Le scuole superiori restano in didattica a distanza fino al 31 gennaio”. Con l’omologo del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che si dice pronto a fare la stessa cosa con stessa scadenza a fine mese.

E questo bastava a mandare qualcuno in confusione. Alle ore 14 l’Istituto Superiore di Sanità dichiara: «Ancora poco chiaro l’impatto sulla pandemia di chiusura e riapertura delle scuole». E il Comitato tecnico scientifico gli risponde: «La questione è come tenerle aperte».

Alle 18.30 il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, piccato per le scelte dei due Presidenti del nord-est che terranno le scuole chiuse fino a tutto gennaio, sbotta: «Allora si spostano anche le aperture per lo sci». Stessa reazione di certi bambini che litigano in spiaggia: “se tu non mi fai giocare con il secchiello io non ti do la paletta”. Davvero una giornataccia, quella di ieri.

Alla fine, ma era già l’una di oggi, smentendo per l’ennesima volta la Azzolina il Governo prende la decisione di riaprire le scuole superiori l’11 gennaio anziché il 7. Come se un rinvio di quattro giorni possa davvero servire a risolvere la questione. A questa mattina, la Toscana ha aderito alla decisione romana e riaprirà le scuole l’11; mentre Veneto, Friuli e Marche (Acquaroli firmerà oggi l’ordinanza), le riapriranno l’1 febbraio. C’è qualcosa che non va: il re è nudo e i sudditi non intendono coprirlo (foto). Con il freddo che fa, quanto può durare?

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