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Quel pasticciaccio brutto del Piano Bar di Camerano

Gli avvocati sono già al lavoro per fare ricorso al Tar

Camerano, 22 luglio 2022 – Ci sono storie che un giornalista non vorrebbe mai scrivere, così come ci sono persone che non si vorrebbero mai incontrare. Ci sono Forze di Polizia che fanno il loro dovere fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno com’è giusto che sia, ed Amministrazioni che il loro dovere lo fanno solo in parte, quando lo fanno, modellando la realtà sulle loro mancanze, o addirittura travisandola, perché incapaci a gestire la cosa pubblica mettendosi dalla parte del contribuente.

Ci sono giovani imprenditori che, nonostante l’enorme difficoltà a fare impresa dal basso in quest’Italia fatta di mille cavilli, lacci e lacciuoli da medioevo, provano comunque a mettere in piedi un’attività che oltre ad una valenza sociale non indifferente garantisca loro un minimo di dignità lavorativa ed un futuro. Si chiama coraggio, quel coraggio che viene spesso vanificato dalla mediocrità culturale e dall’egoismo di chi non è in grado di accettare il successo altrui, perché in questa italietta ignorante e paesana la meritocrazia non esiste. Mentre prolifica l’invidia verso chi ce la fa, gente di un altro pianeta che va combattuta costi quel che costi.

Tutta questa premessa per dire che no, questa storia della chiusura totale per dieci giorni del Piano Bar di Camerano – con l’interdizione perpetua ad organizzare serate musicali – non piace per nulla. Una chiusura che ha fatto seguito ad un vero e proprio blitz di circa venti agenti fra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza “che neanche nel covo di Riina e Provenzano”, come ha scritto al giornale un lettore che ha aggiunto: “C’è stata la deliberata volontà di distruggerli”.

Nel decreto del Questore di Ancona si legge di irregolarità nella gestione del personale. “Il Piano Bar ha cinque dipendenti regolari – fanno sapere gli interessati – i due considerati in nero sono: un nostro amico che solo quella sera ci stava dando una mano a gestire 1.500 clienti; mentre la minorenne era lì per distribuire braccialetti per conto di un sito Instagram e non aveva nessun tipo di rapporto lavorativo con noi”.

Sempre nel decreto del Questore si legge di un ubriaco che ha avuto un incidente con l’auto non distante dal luogo della movida; di auto parcheggiate davanti a garage di privati; di un ritrovamento di qualche grammo di stupefacente all’interno di un’auto parcheggiata in Piazza Aldo Moro, a più di duecento metri dal luogo della movida. Incidenti di percorso che riesce difficile imputare ai titolari dell’esercizio. Certo, se non organizzi più le tue serate, si portano a zero gli incidenti. Incidenti di percorso che si potrebbero eliminare comunque se l’Amministrazione comunale avesse la volontà di garantire l’ordine pubblico lungo la strada utilizzando i propri agenti di Polizia Locale (succede in tutti i Comuni limitrofi). “Ma a Camerano, i Vigili urbani non vogliono lavorare la sera dopo cena…

Insomma, quella del Piano Bar di Camerano è una storiaccia, un pasticciaccio brutto direbbero i romani, dove alcune responsabilità di terzi non sono state chiarite del tutto. Per questo motivo, i titolari dell’esercizio faranno ricorso al Tar, gli avvocati sono già al lavoro.

Ma il danno resta. Un danno economico importante per i titolari dell’esercizio, che hanno già comunicato la loro intenzione a non riaprire più, nonostante la solidarietà di tantissime persone (foto). Al Questore di Ancona e al Sindaco di Camerano (che ad oggi non è intervenuto in alcun modo sulla vicenda, così come nulla è arrivato dall’opposizione, ndr), va rammentata una cosa: giusto applicare la legge, salvaguardare l’ordine pubblico, punire i trasgressori, sacrosanto! Ma tali regole e comportamenti devono valere per tutti, non solo per qualcuno. Dunque, si auspica stesso comportamento per chi fa musica o intrattenimento sul territorio, compresa la Festa del Rosso Conero.

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