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IL PESO DELLE ARMI NEL MONDO

15 gennaio 2019 – Nel 2017 aumentano le guerre nel mondo: sono 378, di cui 20 ad alta intensità e 186 crisi violente. Record di spesa, inoltre, per gli armamenti dalla Seconda Guerra mondiale.

L’allarme è nel sesto Rapporto sui conflitti dimenticati “Il peso delle armi” presentato da Caritas italiana. Tra i sei Paesi massimi esportatori di armi, cinque sono membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, una contraddizione, rileva la Caritas, dal momento che: “il Consiglio è stato concepito per farsi protettore della pace e dei diritti umani fondamentali”.

Confermato un dato già noto: la povertà è più diffusa nei Paesi in cui si combatte.

Alla faccia del pacifismo tanto sbandierato dalle varie classi politiche e degli insegnamenti della storia. Non sono stati sufficienti tremila e più anni di conflitti per far capire all’uomo l’inutilità delle guerre, e che le divergenze e le affermazioni del potere si potrebbero comunque realizzare percorrendo strade diverse da quelle belliche. Di questi tempi, l’uso della forza a scapito della vita del singolo non è più ammissibile. Eppure…

L’industria pesante, quella che fornisce gli armamenti agli Stati guerrafondai, è fra le voci più redditizie che concorrono ad aumentare il Pil di chi ce l’ha. Un’industria della morte legalizzata, al pari di quella illegale che produce sostanze stupefacenti letali, perché per entrambe si conosce a priori l’effetto terminale dei prodotti messi in commercio: l’eliminazione fisica dei destinatari finali.

Che l’Onu accolga fra i suoi membri i massimi esportatori di armi è un’ipocrisia ingiustificabile e inaccettabile. Ma si sa, il mondo da sempre è governato dal Dio denaro e dalla stupidità dei suoi leader. Ormai è assodato da 300 e più generazioni, e lo sarà per altre 300 e più. Se riusciremo a durate tanto.