Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Pane burro & marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

“LIBERA CANNABIS IN LIBERO STATO”

11 gennaio 2019 – Se dovesse passare il ddl presentato a Palazzo Madama dal senatore M5S Matteo Mantero, autoprodurre cannabis a uso ricreativo non sarà più reato.

Secondo la proposta, che il senatore ha anticipato su Facebook con il titolo: “Libera cannabis in libero Stato”, sarebbe consentito: «coltivare fino a tre piante femmine in casa propria o in forma associativa (per un massimo di trenta soci), e di detenere fino a 15 grammi di sostanza presso il proprio domicilio e 5 grammi fuori».

Dobbiamo prepararci a vedere una moltitudine di zombie vagare rincoglioniti all’interno della propria esistenza – e di quella altrui – legittimati dalla legge a rimbambirsi con l’ubriacatura da fumo?

Probabilmente sì. Anche perché una cosa è trasgredire ogni tanto fumando una canna di nascosto con gli amici, magari ad un concerto; altra è avercela in casa disponibile 24 ore su 24 senza nessun pericolo d’essere beccati e segnalati. In Italia, e nel mondo, si consuma molta più marijuana di quanto si possa immaginare. Parecchia di più. E il mercato illegale è fiorentissimo. C’è chi, addirittura, ci ha fatto campare la famiglia con la coltivazione clandestina e lo spaccio di cannabis.

Allora, alla luce di queste realtà, tanto vale legalizzarla, no? La gente si divide in due fazioni: c’è chi appoggia la liberalizzazione a pié sospinto (solitamente i consumatori), e chi la condanna con tutto se stesso (i non consumatori). E il dibattito si fa aspro. Per i primi è l’unico modo per eliminare il mercato dello spaccio, che fiorirebbe comunque attraverso cocaina, eroina e acidi vari. Per i secondi è l’anticamera all’uso di sostanze più pericolose che portano, spesso, alle morti da overdose.

Avevo un amico a Imperia, uno che non fumava sigarette ma che non riusciva a prendere sonno la sera se prima non si faceva una canna… Così come ho avuto un’amica a Torino, figlia di genitori benestanti, che aveva iniziato a 16 anni fumando marijuana per poi passare alla cocaina e all’eroina, un traguardo che l’ha portata all’obitorio. Era una bella ragazza alla quale non mancava nulla.

Lasciando da parte l’uso terapeutico della cannabis – quello è storia diversa – se il ddl Mantero dovesse passare mi verrebbe da dire: “Libera cannabis in rincoglionito Stato”.


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primarie del centrosinistra ad Ancona

Lo scontro politico per scegliere il candidato sindaco è fra Ida Simonella e Carlo Maria Pesaresi


Camerano, 23 novembre 2022 – A solleticare questo paneburro&marmellata – ultimamente non è semplice trovare argomenti stimolanti – è stato un lungo post su Facebook di Ezio Gabrielli pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Si torna a respirare!”. Consiglio di leggerlo. Argomento: le primarie del centrosinistra ad Ancona per scegliere il candidato sindaco alle Amministrative del 2023.

Due sono i candidati: Ida Simonella, appoggiata apertamente e senza tanti fronzoli dal sindaco uscente Valeria Mancinelli, e Carlo Maria Pesaresi. Quest’ultimo, nelle grazie di Ezio Gabrielli: lo ammette con forza nel suo post di cui, tra l’altro, condivido quasi in toto l’analisi.

Sono 17 i seggi scelti per le primarie sparsi in città, ai quali domenica 27 novembre potranno accedere dalle ore 8.00 alle 20.00 (tranne i seggi 9 e 12 aperti dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00), tutti gli anconetani dai 16 anni in su, previo un minimo contributo in denaro che pare essere volontario.

La feroce critica di Gabrielli al doppio mandato consumato dalla Mancinelli, la condivido. Non conosco personalmente lui, o i due candidati in lizza, o la Sindaca uscente, per cui posso dire la mia senza vincoli di sorta.

«L’impegno di Carlo Pesaresi di questi giorni ha imposto a tutto il centrosinistra, comprese le parti più recalcitranti e settarie, di rimettersi in moto rianimando un sistema linfatico di relazione che l’approccio Mancinelliano della delega in bianco – ed è questa la critica più feroce che deve essere rivolta a quel gruppo dirigente – aveva inaridito», scrive Gabrielli. E ancora: «Il centrosinistra ha realmente creduto che si potesse presidiare un territorio con l’idea dell’uomo/donna forte a cui delegare le scelte… e lo scorso settembre ci siamo, anche nella nostra città, ritrovati con un corpo rattrappito (incapace financo di fare una iniziativa elettorale con tutti i candidati alla Camera, Senato e Primarie), bloccato dall’anoressia di confronto e di idee e così, ritrovarci con una manciata di voti di distanza dal centrodestra».

«Abbiamo governato bene – continua Gabrielli – ma abbiamo manifestato limiti; nelle dinamiche complesse (esempio fra tutte la costruzione dell’azienda unica provinciale dei rifiuti, obbiettivo principale che era stato dato alla Mancinelli sette anni fa), la politica della delega e della semplificazione arrogante non ha funzionato; un tempo siamo stati un capoluogo di regione ma abbiamo perso, in favore di una visione “paesana”, la capacità di esercitare quel ruolo».

Su “abbiamo governato bene” caro Gabrielli, dissento. L’Ancona di oggi non è migliore di quella presa in mano dalla Mancinelli dieci anni fa. Ancona capoluogo di regione, oggi, è una bestemmia. Basta fare un giro a Fano, Pesaro Urbino, Civitanova o Ascoli per capire e toccare con mano quanta vita sociale ed economica in più ci sia in quelle realtà rispetto alla dorica. Invito i lettori ad esprimersi su questo concetto.

In ultimo, al di là delle manovre di partito e degli eventuali interessi in gioco, personalmente m’interessa poco chi sarà il candidato Sindaco di Ancona del centrosinistra. Che sia Simonella o che sia Pesaresi – dalle voci di corridoio, il vincitore delle primarie del centrosinistra si dovrà misurare con il candidato di centrodestra Daniele Silvetti, attuale presidente dell’Ente Parco del Conero, ma non c’è nulla di ufficiale – quel che davvero m’interessa, e credo sia così anche per la gran parte degli anconetani, è che il nuovo Sindaco di Ancona abbia le capacità necessarie, e la giusta visione, per riportare Ancona al centro della regione Marche sul piano politico, geografico, sociale, industriale, culturale e turistico. Un gran lavoro, non lo nego, ma è un lavoro che va fatto se Ancona vuole restare a pieno titolo capoluogo di regione.

© riproduzione riservata


link dell'articolo