Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Il grido della Grafica & Infoservice di Monte San Vito

Roberto Frullini: "Noi ci siamo... Non lasciateci soli!"

Monte San Vito (AN), 9 giugno 2021 – “Il lavoro nobilita l’uomo” pare abbia detto Charles Darwin (​1809-1882). Un’affermazione categorica che non lascerebbe spazio a fraintendimenti e sulla quale si è basata l’evoluzione dell’individuo dal famoso antropologo in poi. Sono passati più di duecento anni da quella affermazione e oggi, per parità di genere, gli si dovrebbe aggiungere “nobilita l’uomo e la donna”. Non solo. Considerato il periodo che stiamo vivendo, quell’affermazione la si potrebbe addirittura stravolgere in “L’uomo e la donna, nobilitano il lavoro”.

Al netto delle menate intellettuali, è infatti l’uomo che ha messo al centro della sua esistenza il lavoro e non viceversa. Una necessità vitale. Ma se il lavoro scarseggia, se un’attività va in crisi, a soffrirne è l’intera comunità. E, dal momento che le nostre comunità sono gestite dalle Istituzioni, queste devono farsene carico e intervenire. Se non lo fanno, se si dimenticano dei propri doveri, l’attività in crisi chiude. A volte però, prima della decisione definitiva, l’attività in crisi per attirare l’attenzione su di sé grida! Grida forte all’indirizzo delle coscienze sopite e dei doveri/accordi dimenticati.

Come nel caso della Grafica & Infoservice di Monte San Vito, una cooperativa sociale che nasce nel marzo 1995 per creare opportunità di lavoro a favore di persone con disabilità, e che ha dimostrato con successo che è possibile coniugare dignità e attenzione alla persona senza rinunciare a professionalità e competitività. (in foto, alcuni dipendenti della cooperativa)

Dopo 25 anni di onorato lavoro fatto con professionalità e passione per persone appartenenti alle fasce deboli della comunità, la cooperativa Grafica & Infoservice lancia il suo ultimo grido d’allarme per avere un aiuto, prima della chiusura.

“La drammatica situazione che stiamo vivendo non è solo frutto della pandemia – ha spiegato il presidente della Cooperativa Roberto Frullini –  ma è dovuta all’insensibilità delle varie componenti istituzionali che governano il mondo del terzo settore marchigiano. Negli ultimi anni tutto ciò che il potere legislativo ha prodotto è stato quello di riempirsi e riempirci di promesse poi sistematicamente svanite nel nulla. Ci domandiamo perché un progetto avanzato come il Servizio d’Inserimento Lavorativo dopo anni di esistenza in cui si erano sviluppate professionalità, collaborazioni proficue con i servizi sanitari preposti sia stato dimenticato da tutti».

Ogni persona è una risorsa inestimabile, anche se proviene dal mondo delle disabilità.

«Non cerchiamo nessuna forma di compassione – ha aggiunto Frullini – ma solo la possibilità di svolgere il nostro lavoro attraverso la professionalità maturata in anni di lavoro al fianco dei servizi e del tessuto produttivo. Quello che chiediamo a gran voce è di poter lavorare per ridare dignità a tutte le persone che in questo momento non hanno voce in capitolo e subiscono silenziosamente questa situazione».

Le Istituzioni marchigiane ora sanno. Resta da vedere se i Politici marchigiani ricordano d’essere uomini e donne o, senza offendere Darwin, hanno assimilato nel tempo i comportamenti degli struzzi…

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ciao Anconitana, benvenuta AnconaMatelica

Come andare a letto in Eccellenza e risvegliarsi in Serie C!


Camerano, 16 giugno 2021 – Incubo o sogno? Delusione o gioia? Opportunismo o riscatto? Elemosina o risarcimento? Tutto ciò, e forse ancora di più, deve aver provato quel tifoso del calcio dorico che ieri ha appreso dello tzunami (positivo?) che ha travolto l’Anconitana del presidente Stefano Marconi. Anconitana e presidente che spariscono dal palcoscenico sportivo per far posto al progetto AnconaMatelica arrivato con la forza di un’onda anomala prodotta da quel terremoto (positivo?) del presidente Mauro Canil da Matelica.

Come andare a dormire sapendo di dover affrontare un’altra tribolata annata calcistica in Eccellenza, per risvegliarsi il mattino dopo con la certezza che non sarà tribolata né in Eccellenza bensì in Serie C.

Un sogno, senza dubbio! Invece, parrebbe proprio di no. Condizionale d’obbligo fintanto che le parole, i progetti, le intenzioni e gli impegni non si trasformeranno in fatti reali, concreti, funzionanti. Parrebbe di no dal momento che patron Canil sembra aver convinto e messo d’accordo tutti: tifosi dorici della Nord, Amministratori comunali (Guidotti e Mancinelli) “Non mi è mai capitato di trovare un’Amministrazione così disponibile”, città, giornalisti, scettici, raccattapalle, venditori di bibite e bastian contrari.

Poteva essere diversamente? No. Ieri, in conferenza stampa alla Mole Vanvitelliana, Mauro Canil da Matelica ha parlato forte e chiaro ai presenti nell’esporre il suo progetto che mette al centro, meglio, al vertice della piramide, lo sviluppo senza se e senza ma del settore giovanile (Progetto Giovani del Territorio) con sei squadre che parteciperanno ai vari campionati nazionali. Ragazzi che preferibilmente verranno cercati sul territorio anconetano/marchigiano prima che altrove.  (Nella foto: il presidente Mauro Canil, l’assessore allo Sport di Ancona Andrea Guidotti, il presidente Stefano Marconi).

Poi, verrà l’interesse per la prima squadra con quelle promesse che tanto sono piaciute alla Curva Nord: la società si chiamerà AnconaMatelica, per poi diventare solo Ancona dalla seconda stagione, la maglia sarà biancorossa, avrà lo scudo del Cavaliere armato. «Mi piace molto il Cavaliere – ha sottolineato Canil, che ha comunque aggiunto con convinzione – Vengo ad Ancona ma non vi prometto nulla, faremo una squadra dignitosa e punteremo a restare nella categoria. Tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Marconi ha promesso una sponsorizzazione per i prossimi 5 anni e noi punteremo a coinvolgere nel progetto le aziende del territorio».

Questo era ciò che il mondo del pallone dorico voleva sentirsi dire, e questo Canil gli ha detto. Servito con lucidità, decisione, convinzione, esperienza (per lui parlano i suoi trascorsi e l’apprezzamento che si porta dietro). L’uomo è sembrato degno, serio, credibile, onesto. Il Presidente lo scopriremo man mano, con la convinzione che nessuno prova  a fare calcio solo per gettare soldi dalla finestra. Qualche tornaconto dovrà averlo pure lui. E se lo sai gestire bene il settore giovanile un tornaconto te lo dà.

Prossime tappe del nuovo progetto: entro il 28 giugno, iscrizione della prima squadra al campionato; entro il 15 luglio cambio nome della società con atto notarile. Punti fermi: la dirigenza resterà quella del Matelica con moglie, figlio e dirigenti vari quasi tutti al femminile. L’allenatore sarà quello del Matelica. Previsto qualche inserimento di figure anconetane.

In chiusura un invito a una riflessione che non vuol significare nulla. Semplicemente, una citazione passata per la mente senza riferimenti a chicchesia. È firmata Massimo D’Azeglio: “Saper campare del proprio, poco o molto che sia, è la prima garanzia di una vita onorata e tranquilla. Quando, invece, si comincia a vivere dell’altrui, addio tranquillità e purtroppo non di rado, addio onore”.

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