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Nonne che partoriscono nipoti

Quando la concepita diventa un regalo per il figlio gay

8 aprile 2019 – Una cosa è certa: di tutti i regali del mondo questo è il più originale, meno scontato e di più lunga “gestazione” che si potesse immaginare. «È il dono di una madre a suo figlio». Così Cecile, una 61enne, ha commentato la nascita di una bambina concepita in vitro e messa al mondo in Nebraska per conto del figlio gay, sposato con un altro uomo.

È la prima bambina al mondo partorita da sua nonna, con una fecondazione artificiale che ha coinvolto anche la sorella del marito, donatrice di un ovulo. Come a dire: “tutto made in family”. Come arrangiarsi in famiglia, con la complicità della scienza, quando le leggi della natura cozzano contro i cambiamenti sociali e l’attuazione di certe libertà di genere.

C’è anche un’altra cosa certa: fino a pochi anni fa un simile regalo sarebbe stato ‘inconcepibile’. E non tanto per la pratica scientifica fine a se stessa che nel campo è parecchio avanti e, va detto senza remore, ha risolto migliaia di problemi ad altrettante coppie eterosessuali; ma proprio per il fatto che fino a pochi anni fa certe pratiche familiari applicate alle unioni gay erano impensabili sul piano etico-morale.

Il mondo è cambiato nel volgere di una manciata di anni. Cadono i tabù, s’infrangono le regole, spesso si sovvertono. La famiglia, nella sua concezione più classica, lascia il posto a una formula nuova, allargata e spesso complicata cui non siamo ancora abituati.

Intanto, nel caso di Cecile, c’è il fatto che una donna concepisca a 61 anni. Un’età più da nonna che da mamma. Poi, c’è il fatto anomalo dei ruoli. Che cos’è Cecile per la bimba concepita, nonna o mamma? Tecnicamente, entrambe. Poi c’è la sorella del marito di Cecile, quella che ha donato l’ovulo per la fecondazione, tecnicamente zia della bimba concepita ma, in quanto donatrice dell’ovulo, in parte anche madre… Poi c’è il gay, il papà, che ha messo gli spermatozoi e che non è il marito della mamma ma il figlio. Tecnicamente, il fratello della bimba concepita…

Insomma, un gran bel ‘casino’. Brutto termine, certo, utilizzato qui per sottolineare uno stato di caos. Si sfascia la famiglia classica, si sovvertono i ruoli, saltano tutte le parentele e chissà, magari fra 100 anni nasceranno solo figli in provetta. Un tot all’anno a seconda del fabbisogno demografico. Annate buone contrapposte ad annate meno buone, a prescindere dai padri, dalle madri e dai nonni, retaggio di un passato remoto che non esisterà più.