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Natale, Libero Arbitrio e mascherine

Un esorcismo per dirci che va tutto bene, anche se non è vero

Camerano, 24 dicembre 2021 – Splende il sole sul Monte Conero questa Vigilia di Natale, quando nell’immaginario collettivo – di quelli ai quali piace la montagna, ovviamente, e di quello dei bambini – il sogno sarebbe quello di un paesaggio innevato. Capita di rado da queste parti, ma quando capita i fiocchi bianchi non si risparmiano.

Secondo Natale pandemico, dunque, con le varianti del coronavirus che spopolano nel mondo e la fanno da padrone. Gli acquisti dei regali natalizi, da sempre un momento spensierato di gaiezza e serenità mista alla gioia del donare, quest’anno s’incupiscono per via di terze dosi, tamponi, mascherine all’aperto, restrizioni, ricoveri in terapia intensiva, indice di trasmissione dei contagi che sale.

C’è chi dice sì a tutto ciò e corre a inocularsi la terza dose, per convinzione o per costrizione; c’è chi dice no e si ribella gridando al gomblotto! rifiutando le dosi, prosciugando il proprio salario con i tamponi obbligatori. Scelte. Convinzioni elaborate dopo scrupolose analisi personali basate su quanto detto dai Guru della virologia, dalla Scienza, dall’esperienza vissuta in prima persona dal vicino di casa o dai parenti. Spesso, convinzioni dettate dalla paura, da una errata comunicazione, da una mancanza cronica di fiducia verso le istituzioni.

Eppoi, c’è il concetto filosofico e teologico del Libero Arbitrio: ogni persona è padrona di se stessa e del suo corpo, ha il potere di decidere, per sé, gli scopi del proprio agire e del proprio modo di pensare: la scelta, qualunque essa sia, deve avere origine dalla persona e non da forze esterne. In modo particolare quando, come nel caso dei vaccini, le forze esterne non sono in grado di garantirne l’efficacia in toto.

In questo quadro, più a tinte grigie che a colori pastello, ognuno di noi si muove come meglio crede o come può, fermo restando che l’individuo non è costruito per vivere isolato. Virtuosi o no, in questi giorni prenatalizi ci sforziamo tutti di rendere l’andazzo il più normale possibile: andiamo per negozi ad acquistare regali; prenotiamo cene e cenoni; invitiamo parenti; intasiamo le pagine social di Auguri!

Un esorcismo per dirci che va tutto bene, anche se non è vero. Un modus mentale per scacciare la bestiaccia il più lontano possibile da noi. Una quasi convinzione che il Natale sia più forte di ogni stramaledetto coronavirus. Noi, il Natale lo viviamo da una vita; lui, il virus, è arrivato a scombussolarci l’esistenza da soli due anni. (Sempre che esista davvero! aggiungo per qualcuno).

Allora, che sia un Felice Natale per tutti a ogni latitudine. E che il 2022 arrivi quanto prima a cancellare tutte le brutture di questo disgraziato 2021 che ci sta per lasciare. Buon Natale, ovunque siate, con la mascherina a coprirvi il volto!

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