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Lo svapo e le malattie polmonari

C’è davvero correlazione fra sigarette elettroniche e decessi?

8 ottobre 2019 – Come divulgato su Usa Today ieri 7 ottobre a firma Anne Saker (di cui riporto alcuni passaggi), c’è un laboratorio a Cincinnati – il Centro di Chimica forense che opera sotto l’autorità della Food and Drug Administration degli Stati Uniti – che cerca risposte alla misteriosa malattia polmonare apparentemente correlata allo svapo.

L’uso delle sigarette elettroniche nel mondo è in costante ascesa (foto Tvsvizzera,it), dividendo e preoccupando gli inalatori di liquidi che le alimentano sia con nicotina sia con soli aromi, che s’interrogano sulla loro pericolosità o meno per la salute. Ad oggi non esiste uno studio serio che possa dimostrare su basi scientifiche che lo svapo sia dannoso per la salute dei consumatori, ed è proprio su questo che sta lavorando il laboratorio di Cincinnati con i suoi sessanta scienziati.

Il laboratorio sta testando le cartucce per sostanze chimiche “tra cui nicotina, THC e altri cannabinoidi, oppioidi, agenti di taglio/diluenti e altri additivi, pesticidi, veleni e tossine“.

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno riferito la scorsa settimana che 1.080 casi di malattia polmonare sono stati confermati in 48 stati, e che diciotto morti in 15 stati sono stati attribuiti alla malattia. New York e il Massachusetts hanno vietato lo svapo di prodotti alla luce delle malattie polmonari e il 1 ottobre il governatore dell’Ohio Mike DeWine ha proposto di vietarne l’uso nello stato di Buckeye.

I risultati del campione fino ad oggi non hanno identificato una singola sostanza associata a tutte le malattie“, ha detto la FDA. “Identificare i composti presenti nei campioni associati alle malattie sarà un pezzo del puzzle e non risponderà necessariamente a tutte le domande sulla causalità, il che rende fondamentale il nostro lavoro in corso.”

E in Italia? Qui da noi, a parte alcune regolamentazioni sull’uso della sigaretta elettronica (vietato sui mezzi di trasporto e nei luoghi pubblici, consentito in bar ristoranti e caffetterie a discrezione del titolare),  e alcune restrizioni sui liquidi regolate dalle normative EUTPD (Il contenitore di un liquido non può presentare una capacità superiore a 10 ml; la capacità dei cleromizzatori non può superare i 2 ml; la gradazione di nicotina massima per un e-liquid è passata dal 24% al 20%, percentuale consentita attualmente), non c’è altro o quasi se non l’obbligo, per i produttori di sigarette elettroniche di sottoporre le relative informazioni al governo per ricevere l’approvazione alla vendita.

Per saperne di più, e tranquillizzare i fruitori di e-cig, restiamo in attesa degli sviluppi della ricerca e delle analisi in atto ad opera dei sessanta scienziati di Cincinnati.