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In Europa siamo credibili?

In una Unione Europea lenta e spaccata persino l’Albania ci viene in soccorso grazie al premier Edi Rama

30 marzo 2020 – In questo momento di scelte difficili, spesso contraddittorie e un po’ confuse, dove tutti i Partiti dovrebbero unirsi a coorte per fare fronte comune nell’ardua e dispendiosa battaglia contro il Covid-19 – ma così non è – quanto risultiamo credibili nelle nostre scelte e nelle richieste all’Europa? Se lo è domandato anche il professor Armando Ginesi con l’analisi che segue. Alla quale aggiungerei solo un incitamento: “Fate in fretta!” La diffusione del virus viaggia a velocità supersonica e per contrastarla e batterlo c’è un solo modo: essere più veloci di lui nell’alzare le necessarie barricate.

Ieri ho scritto che forse l’Europa si è divisa in due. Stiamo a vedere quel che che accadrà. Ma intanto facciamo un piccolo esame di coscienza. Quando pretendiamo (giustamente) che l’Europa sia unita e che l’unità vera si fonda sul riconoscimento concreto di uguale dignità a tutti Paesi membri, noi, italiani, siamo credibili nel chiedere ciò? Noi unionisti che, nel nostro Paese, siamo divisi da sempre tra Coppi e Bartali, che neppure dinanzi al gravissimo pericolo del Coronavirus siamo capaci di far collaborare governo e opposizione contro il temibile nemico comune?

Il centrodestra dice di aver presentato proprie proposte al governo e pretende che siano recepite e inserite nelle decisioni che il governo prende via via; il centrosinistra, diviso tra chi vorrebbe e chi assolutamente è contrario, forse neppure le legge.

Ciò premesso questa Europa, lo ribadiamo, così com’è, non va. Non ha nulla che vedere con la volontà dei fondatori e, men che meno, con il Manifesto di Ventotene scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nel 1941 al confino nell’isola laziale.

Assomiglia al modello del tedesco Richard N. Kalergi, elaborato nel 1922, che voleva un’Europa (detta PanEuropa) a guida tecnocratica. Il che è avvenuto con una Unione di banche e di burocrati, a guida tedesca, con una regia della Bundesbank (banca tedesca) per volontà dei governi tedeschi, oggi di Angela Merkel.

La piccola Albania

Anche la Repubblica Albanese, piccola e non florida dal punto di vista economico, ci ha mandato aiuti per combattere il perfido Coronavirus, come ha annunciato il premier Edi Rama (in foto) che ho conosciuto, grazie a Jacob Mato, nella sua veste di pittore nel 1991 quando visitavo ogni due mesi Tirana.

Ha detto di voler ricambiare quel che gli italiani hanno fatto per loro nel periodo triste della loro gravissima crisi politico-economico-sociale. Allora la gratitudine esiste ancora. Grazie Edi Rama, a nome del popolo italiano”.

di Armando Ginesi