Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

Il 25 aprile appartiene a tutti gli italiani

Un grazie che va condiviso in egual misura con partigiani, popolo insorto e alleati

25 aprile 2020 – Non c’ero, quell’8 settembre 1943, quando dopo la firma dell’armistizio i Comitati di Liberazione Nazionale organizzarono i primi gruppi partigiani; mentre il Re d’Italia e Badoglio fuggivano dal Paese e dalle loro responsabilità. Non c’ero, ma è storia e ne ho sentito parlare e letto parecchio.

E la storia racconta che le varie formazioni partigiane si distinguevano per orientamento politico: le brigate Garibaldi erano comuniste, le brigate Matteotti erano socialiste, quelle di Giustizia e Libertà erano del partito d’azione. Dentro a queste formazioni c’era di tutto, renitenti alla leva, disertori, antifascisti convinti e fascisti pentiti, malviventi che scappavano dalla galera, giovani che credevano nell’ideale della libertà pronti a dare la vita pur di concretizzarlo.

Non c’ero nel ventennio della dittatura fascista, quando la gran parte degli italiani era fascista: chi per credo, chi per opportunità, chi per costrizione, chi per salvarsi la pelle. E chi non ce la faceva ad accettare certi compromessi, la restante parte cioè della gran parte dei 50 milioni d’Italiani dell’epoca, mugugnava in silenzio, malediceva Benito e Adolf, cresceva i propri figli nel sogno di un mondo migliore anelando un riscatto sociale e di libertà che, semmai oggi è stato raggiunto, lo è stato solo in minima parte.

Bè, come è andata a finire lo sappiamo benissimo. È storia, quella che t’insegnano a scuola. Quella scritta sui libri. E siccome la storia e i libri la fa e li scrive chi ha vinto, sono arciconvinto che quello che ci è stato insegnato o è stato scritto oltre ad essere di parte racconta una verità parziale. Non c’ero, non lo posso affermare con certezza, ma la sensazione rimane.

Che l’Italia dovesse liberarsi dal giogo nazifascista è fuori discussione. Che il nemico da combattere fosse il fascismo prima e il nazifascismo dopo, è sacrosanto. Ci fossi stato, sarei andato anch’io sulle montagne insieme ai partigiani ad imbracciare un moschetto. Ma non per fede politica o per fare l’eroe. Per certi versi, anche se suona anacronistico, su quelle montagne ci andrei anche oggi se servisse a dare equità sociale, rispetto degli ultimi, un futuro concreto e vivibile per chi verrà.

Quel che mi dà un po’ fastidio, una sensazione che mi accompagna da anni, è l’appropriazione da parte delle associazioni partigiane del merito assoluto per la liberazione dell’Italia. Il Paese è stato liberato da loro, non c’è dubbio, ma in concorso preponderante con gli alleati e grazie al popolo insorto. Loro, i partigiani, hanno avuto il merito di crederci e non mollare. Loro hanno scoperto Mussolini in fuga. Uno di loro gli ha sparato, per poi appenderlo a testa in giù a Piazzale Loreto insieme a Claretta Petacci. Diventando, spesso, più crudeli e rapaci dei loro nemici.

In guerra vale tutto. Anche vedere italiani che sparano e uccidono altri italiani. Per questo, e molto altro, il 25 aprile andrebbe ricordato con un pensiero di riconoscenza verso chiunque abbia reso possibile la Liberazione sacrificandogli milioni di vittime: italiane, americane, inglesi. Senza tanti proclami o appropriazioni univoche.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

La vita con i cani è… meravigliosa!

Quattordici modi per coniugarla dal profondo dell’anima


13 gennaio 2022Piera Alessio (nella foto con la sua cagnolina Nina), torna in questo spazio “Paneburroemarmellata” (glielo cedo sempre con profonda stima, amicizia e rispetto oltre che per il suo grande cuore e la sua grande penna), per raccontarci com’è, dal suo punto di vista, la vita con i cani che lei declina e descrive in svariate sfaccettature. Un argomento solo all’apparenza scontato, che solo chi ha posseduto o possiede un cane può davvero cogliere nella sua essenza. Scrive Piera:

“La vita con i cani è strana. Diventerai, senza che nessuno te lo insegni o ti spieghi come farlo, il capo branco di un cane che sarà pronto a qualunque cosa per te non appena saprà riconoscere il tuo odore e la tua voce.

La vita con i cani è misteriosa. Sarai spiato da un Grande Fratello peloso che non perderà nessun tuo movimento, specialmente quando capirà dove sono la cucina ed il recipiente dei biscotti.

La vita con i cani è crescere. Non puoi farci niente, non puoi fermare il tempo perché quel cucciolo che hai tenuto in braccio crescerà troppo velocemente, per diventare il grande amico che ti vorrà accompagnare ovunque andrai. I cuccioli durano troppo poco.

La vita con i cani è confronto. Avrai sempre uno sguardo con il quale misurarti, affogherai senza poterti salvare nelle profondità inimmaginabili degli occhi di un cane. Dove la gente crede che non ci sia un’anima.

La vita con i cani è sincera. Non avrai bisogno di raccontar loro una bugia o delle storie inventate perché tanto, qualunque cosa tu dica loro, i cani la sanno. Sempre.

La vita con i cani è scomoda. Ti ritroverai una sera d’inverno, con la tramontana che ti graffia il viso ed il gelo che ti arriva alle ossa, a passeggiare da solo con il tuo cane che corre e scodinzola felice, incurante del vento che gli arruffa il pelo e del caldo che avete lasciato in casa.

La vita con i cani è buffa. Parlerai con un essere che non ti potrà mai rispondere e che però ascolterà ogni tua parola, con così tanta attenzione ed interesse che non ritroverai in nessun altro uomo o donna al mondo.

La vita con i cani è ritorno a casa. Nessuno come il tuo cane sarà felice di vederti ogni volta che spunterai dalla porta dalla quale ti ha visto andar via; imparerà i tuoi orari, riconoscerà il tuo passo e sarà lì ad aspettarti, anche quando sarà vecchio e stanco, saltando di gioia come se non ti vedesse da un mese. Anche se sei uscito per comprare il giornale.

La vita con i cani è rinuncia. Perderai, a poco a poco, quella porzione di divano su cui stavi tanto comodo, dove ti godevi il riposo ed il meritato relax dopo giornate faticose e noiose. E la cosa bella sarà che non ti dispiacerà affatto.

La vita con i cani è comunione. Dividerai il tuo ultimo boccone con il tuo cane, perché non potrai resistere al suo sguardo implorante che hai incrociato purtroppo per te mentre stavi cenando.

La vita con i cani è insegnamento. Sono loro che ti mostreranno, semplicemente correndo in un prato o sulla riva del mare, la bellezza di una giornata di sole e l’importanza di stupirsi – ogni volta – davanti alle cose semplici.

La vita con i cani è amore. Quello che proverai ad emulare, che proverai a restituire al tuo cane senza però riuscirci. Ma cimentarti in questa prova sarà una delle tue imprese più entusiasmanti.

La vita con i cani è un viaggio. Nessun sentiero di montagna ti sembrerà lo stesso dopo che lo avrai percorso insieme al tuo cane: ricorderai profumi, odori e colori del bosco che prima non avevi sentito o visto; proprio come succederà per il tratto di vita che farete insieme.

La vita con i cani è una parentesi. Per te è una parte della tua vita, un dolce intervallo fra mille impegni e anni da riempire di cose da fare, un breve cammino insieme ad un cane che tu ben sai, ad un certo punto, si fermerà per lasciarti andare da solo. Invece, per il tuo cane, la tua vita è tutto.

La vita con i cani è meravigliosa“.

di Piera Alessio

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