Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione


di Paolo Fileni

XXV Festa del Rosso Conero, il programma

Un cartellone al risparmio tutto incentrato su offerte locali con poca attrattiva

Camerano, 6 settembre 2020 – A cinque giorni esatti dal suo inizio programmato per l’11 il 12 e il 13 settembre, a proposito dell’imminente Festa del Rosso Conero sulla pagina Facebook del Comune di Camerano si legge:

Un’edizione inedita per un anno insolito. In questo 2020 la nostra quotidianità si è trasformata: sono mutate le abitudini, le occasioni, gli spazi della socialità. Non è cambiato il nostro intento. Ormai da un quarto di secolo, festeggiamo a Camerano l’amore per il nostro vino, il prodotto della nostra terra, un’ eccellenza della nostra regione. Gli anni che passano non ritornano e non vogliamo perderne neanche uno, perché la tradizione è continuità!

Due saranno i momenti per omaggiare questo compleanno:

Investimento sul futuro di Camerano e dell’edizione 2021 della festa: Il primo momento è rivolto ai giornalisti di guide e testate nazionali, che saranno ospitati nelle giornate dell’11-12-13 settembre, per far conoscere il territorio della denominazione, i suoi produttori, i vini che l’hanno resa famosa, la cultura storico- paesaggistica e le bellezze del comune di Camerano.

Spazio al presente, rivolto alla comunità e a tutti i visitatori che in questi anni hanno seguito e partecipato alla Festa, con una programmazione che, nel rispetto delle normative di contenimento del contagio, adatta con un approccio resiliente l’impianto dell’iniziativa alle condizioni di realizzazioni attuali.

Nei giorni a seguire, pubblicheremo ulteriori dettagli. Seguiteci per conoscerli”.

E finalmente, il programma è arrivato, tutto concentrato fra Piazza Roma e Via Maratti con mascherine e distanziamenti interpersonali: l’11 settembre, incontri con i giornalisti nazionali per la promozione del territorio, del vino e dei suoi produttori (un’idea da anni caldeggiata e suggerita da Corriere del Conero); alla sera, concerto del Coro di Camerano presso la Chiesa San Francesco; il 12 settembre, dalle 10 alle 23 visite guidate alle Grotte; dalle 15 alle 24 campionato italiano di Morra; dalle 18.30 alle 24 in Piazza Roma degustazione e vendita del Rosso Conero a cura dei vignaioli produttori; dalle 21 la S-banda di Fucina Musica che replica in Piazza Roma anche domenica 13. Stop.

Le problematiche prodotte dal coronavirus, con i relativi Dpcm, è vero che hanno reso difficoltosa un’organizzazione della Festa da sempre complicata, quest’anno ancor di più vista l’assenza della Pro Loco, ma possibile che in tre mesi non si sia riusciti a mettere in piedi per tempo qualcosa di più? Coro di Camerano, visite alle Grotte, Morra, Banda, tutta roba “nostrana” che non ha quasi nessuna capacità attrattiva. Sembra un cartellone, giornalisti nazionali a parte, costruito sul massimo risparmio di risorse economiche. I Comuni di Sirolo e Numana – per parlare dei due che ci stanno più vicini – sono stati capaci di pianificare l’intera stagione turistica estiva nel volgere di poche settimane e con proposte davvero qualificate.

In ultimo, e senza volere a tutti i costi sguazzare nella fanghiglia della polemica, vorrei ricordare al Comune di Camerano che per l’ennesima volta – nonostante certe recenti rassicurazioni via email della Del Bello – Corriere del Conero non ha ricevuto nessun tipo di comunicazione sulla Festa in procinto di partire. Come se il giornale non avesse sede e non fosse l’unico organo d’informazione presente ed operante in questa cittadina. A tal proposito, ma l’ho già detto mille volte a questa Amministrazione distratta e troppo menefreghista, voglio ricordare che il nostro giornale online non solo è molto letto a Camerano, provincia d’Ancona, Marche e Italia, ma pure in diverse decine di Paesi sparsi nel mondo. Basterà questa diffusione, certificata da Google, per poter essere presi in considerazione?

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di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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